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Data: 07/10/2017 -

Bocchetti, Zar di Russia che parla 4 lingue: "Italia nel cuore, ma allo Spartak sto benissimo"

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Quasi un poliglotta: “Sono qui da tanti anni, ormai parlo bene anche il russo…”. E non solo. Inglese, pure spagnolo. Tant’è che dopo di noi gli si avvicina una cronista di Madrid… “Perdoname, una pregunta!”. E lui via, in spagnolo. Fluente, perfetto. Come in russo poi: “Ormai mi sono dimenticato anche un po’ di italiano!”. Scherza, Salvatore. Per tutti “Sasà”. E sorride. Specie perché quello contro il Liverpool, conquistato in Champions League nella seconda giornata del girone, è davvero un “punto d’oro”. Sasà = Bocchetti, centrale dello Spartak. Quello che anni fa salvava il Frosinone a suon di doppiette e ora è l’idolo di Mosca. “Bocchetti! Bocchetti”. I tifosi cantano, lui indossa la fascia di capitano e onora la maglia: “Qui sto davvero bene”. Si confida così, in esclusiva su Gianlucadimarzio.com. Orgoglioso e fiero, specie dopo il titolo vinto lo scorso anno dopo 16 anni d’assenza: “Abbiamo mantenuto la stessa voglia e la stessa cattiveria per tutto il campionato, è questo che ha fatto la differenza”. Lui e Carrera Zar di Russia, amatissimi dal pubblico dello Spartak: “Dobbiamo giocare per loro, se lo meritano. Quest’anno siamo partiti un po’ male, abbiamo perso qualche partita all’ultimo minuto. Ma ce la metteremo tutta per risollevarci, vogliamo arrivare tra le prime tre. Dobbiamo lavorare ancora”.


12 partite, 17 punti e sesto posto in campionato. “Occorre migliorare”. Bocchetti è molto fiducioso. Lui, Zar di Russia “col cuore in Italia”. Piatto preferito? Tagliatelle ai funghi... cucinate da lui! Anche se ormai è davvero un habitué di casa-Russia: “Sono in questo paese da tanto tempo e sto benissimo, ormai mi trovo bene”. Prima il Rubin Kazan, poi lo Spartak Mosca e il rinnovo di contratto (tre anni). “Sasà” ha due figli e una moglie russa, ma segue sempre “le squadre in cui ha giocato”. Milan in primis: “I rossoneri hanno fatto tantissimi acquisti, sono molto cambiati rispetto a quando c’era io. Ma in quei 6 mesi mi sono trovato benissimo, anche con Filippo Inzaghi e tutti i miei compagni. Anzi, faccio un grande in bocca al lupo a tutta la squadra! Sono dei ragazzi speciali e meritano il meglio”. Stesso discorso per il Genoa, in cui Bocchetti ha giocato 2 anni: “Sono in difficoltà, ma sono fiducioso per la stagione. Juric è un bravo allenatore e ne usciranno a testa alta”. Esattamente come lo Spartak, pronto ad entrare nelle prime tre e a far bene in Champions League. Con un Bocchetti in più, capitano e Zar che parla tante lingue. Ma con l’Italia sempre nel cuore.



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