Dopo la Cgil di Susanna Camusso anche l'Ugl di Paolo Capone scende in piazza contro la legge Fornero e i mancati interventi del Governo Gentiloni sulla fase due della riforma Pensioni. Non solo da parte della Cgil e dell'Ugl, sale sempre di più la protesta politica contro la legge Fornero, insistono per l'abolizione la Lega di Matteo Salvini e il Movimento 5 stelle di Beppe Grillo, altri partiti di opposizione sono per le modifiche da Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni a Liberi e uguali, la neonata formazione politica guidata da Pietro Grasso che raggruppa i partiti di sinistra alternativi al Pd di Matteo Renzi.

Pensioni, martedì 5 dicembre manifestazione dell'Ugl

La mobilitazione dell'Ugl è in programma domani martedì 5 dicembre con diverse iniziative nelle piazze delle più importanti città d'Italia. L'hashtag della manifestazione è #vietatovivere. Si protesta contro "le politiche previdenziali del Governo - viene spiegato in una nota stampa - che non ha dato alcuna risposta - viene sottolineato - alle richieste del sindacato e dei lavoratori vicini alla pensione". L'Ugl boccia in materia previdenziale anche l'azione del governo guidato dall'ex premier Matteo Renzi ed evidenzia che le scelte del Governo Gentiloni si pongono "in continuità" con il precedente esecutivo sempre a guida dem. Ricorda inoltre l'Ugl come tra gli impegni assunti sulla fase due a margine del tavolo di confronto sulla fase uno concluso con la sottoscrizione di un verbale d'intesa tra il governo e i sindacati c'erano e modifiche alla legge Fornero.

Paolo Capone: stop alla legge Fornero, effetti nefasti

"L'impegno sottoscritto dal Governo un anno- ha ricordato il segretario generale dell'Ugl - fa era chiaro. La fase due della previdenza - ha spiegato - avrebbe dovuto portare alla riduzione degli effetti nefasti della legge Fornero con il superamento - ha sottolineato Paolo Capone - delle rigidità dell'attuale sistema".

Modifiche strutturali per l'inserimento di nuovi elementi di flessibilità in uscita verso nuove forme di pensione anticipata quelle auspicata dalla Ugl determinata ad andare avanti con questa battaglia in sintonia con la Cgil che sulla questione previdenziale ha rotto con la Cisl di Annamaria Furlan e l'Ugl di Carmelo Barbagallo che di fatto, pur non sottoscrivendo ufficialmente nessun verbale d'intesa, hanno detto sì a piano per la fase due della riforma pensioni proposto dal Governo Gentiloni nella legge di Bilancio 2018 attualmente all'esame di Montecitorio dopo il primo ok di Palazzo Madama.