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Vertenze 28 Mar 2019

Radio Radicale, il ministro Di Maio non risponde al Cdr. I giornalisti: «Oltre 100 persone rischiano il lavoro»

A una settimana dalla richiesta di un incontro urgente sulla situazione dei dipendenti dell'emittente non è giunta alcuna risposta, «né da un sottosegretario, né da un dirigente o da un qualsiasi funzionario del Mise», denunciano i lavoratori. «Troveremo altri modi per difendere Radio Radicale».

«Martedì 19 marzo, in vista della scadenza della Convenzione il prossimo 21 maggio che mette a serio rischio il proseguimento dell'attività della nostra emittente, abbiamo chiesto al vicepresidente del Consiglio e ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro Luigi Di Maio un incontro urgente sulla situazione dei dipendenti del Centro di Produzione s.p.a. Abbiamo atteso più di una settimana senza ricevere alcun tipo di risposta dal ministro, né da un sottosegretario, né da un dirigente o da un qualsiasi funzionario del Mise». È quanto si legge in una nota del Comitato di redazione di Radio Radicale.

«Oltre 100 persone – prosegue il Cdr – tra giornalisti, tecnici, personale amministrativo e archivisti a cui si aggiungono collaboratori e dipendenti dell'indotto rischiano concretamente la perdita del posto di lavoro a causa delle decisioni del Governo: evidentemente per il ministro 'del lavoro' questi lavoratori non meritano nemmeno una risposta negativa. Ne prendiamo atto. Al signor ministro Di Maio diciamo solo che non siamo disposti a stare in silenzio e che troveremo altri modi e altre forme per difendere il nostro lavoro e la vita di Radio Radicale».

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