rassegna stampa

Gervinho e la leggenda Totti: “Ci manca”

L’ivoriano dalla Cina: "Francesco ne aveva ancora, lo hanno voluto fermare. Garcia come un padre. E Roma al top"

Redazione

Gervinho riavvolge il nastro dei ricordi: «Al Milan segnai nel 2-0 all’Olimpico, ma fui protagonista anche al Meazza all’andata…». Non c’è bisogno di dire per chi batterà il suo cuore stasera: «Tifo Roma, è ovvio. Resto un grande tifoso», racconta l'ivoriano a "La Gazzetta dello Sport". Ecco la sua intervista:

Lo scudetto per i giallorossi è un obiettivo raggiungibile?

«Rispetto a quando c’ero io sono cambiati parecchi calciatori, ma la Roma resta un top club: c’è il grandissimo desiderio di vincere dell’ambiente».

A San Siro senza Totti…

«Tutti sapevano che prima o poi sarebbe arrivato quel giorno, ma avrebbe potuto giocare ancora qualche anno. Ho seguito gli ultimi scampoli di gare ammirando un capitano ancora in grado di fare la differenza. Forse gli è stato imposto di voltare pagina… ma il fatto che abbia accettato questo ruolo dirigenziale è una cosa importantissima. Certo, vedere una partita della Roma senza Totti è molto strano. Io sono orgoglioso di aver condiviso con lui tanti bei momenti».

Le ha anche fatto fare tanti gol.

«Nessuno sa metterti in porta come lui. E per me che andavo spesso in contropiede o sul filo del fuorigioco i suoi assist no look erano una manna dal cielo. Eh sì, mi manca un compagno così. Ma parliamo di una leggenda, uno dei più grandi giocatori al mondo degli ultimi 30 anni. Aver giocato con lui è stato un premio».

Perché decise di andar via?

«Volevo rimanere alla Roma, poi l’esonero di Garcia cambiò tutto. La società a quel punto fissò il prezzo del mio cartellino, l’Hebei si fece avanti e andai, nonostante Spalletti mi disse che avrebbe voluto proseguire con me».

Spalletti-Garcia: chi è il più bravo?

«Rudi è come un padre per me. Grazie a lui sono diventato un giocatore di alto livello. Su Spalletti non posso dire molto, ho lavorato poco con lui».