Abuso d’ufficio, falso e favoreggiamento: condannati tre poliziotti

redazione

Abuso d’ufficio, falso e favoreggiamento: condannati tre poliziotti

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martedì 26 Marzo 2019 - 17:29

Il Tribunale di Marsala ha condannato tre poliziotti processati per abuso d’ufficio, falso in atto pubblico, favoreggiamento e calunnia in danno dei carabinieri. Si tratta di Vito Pecoraro, Antonio Sorrentino e Vincenzo Dominici, fino al 2015 in servizio al commissariato di Mazara. La sentenza prevede quattro anni e mezzo di carcere ciascuno e 5 anni di interdizione dai pubblici uffici. Sorrentino è stato a sua volta assolto dall’accusa di falsa testimonianza. Il pubblico ministero Antonella Trainito aveva chiesto 6 anni per Pecoraro e Dominici e 2 anni e 8 mesi per Sorrentino.

L’inchiesta condotta dalla sezione di pg della Finanza presso la Procura lilybetana è stata avviata in seguito agli sviluppi del procedimento che, il 6 luglio 2015, in Tribunale, aveva visto la condanna in primo grado a tre anni di reclusione per Pecoraro e Dominici per falso ideologico in concorso. A Pecoraro e Dominici era stata contestata la mancata adozione, nel 2012, di provvedimenti sanzionatori (sequestro o multa) nei confronti di Vittorio Misuraca, indagato per sfruttamento della prostituzione. L’uomo, in compagnia di una ragazza latinoamericana, era stato fermato mentre si trovava a bordo della sua utilitaria, una Fiat Panda, priva di copertura assicurativa, non revisionata e su cui gravava anche un fermo amministrativo dell’Agenzia delle Entrate. Sul mezzo, però, i carabinieri avevano piazzato una microspia. Il 30 giugno 2014, davanti al Tribunale di Marsala, nel processo ai due colleghi, il sovrintendente Sorrentino dichiarò che c’era una relazione di servizio, datata 19 aprile 2012, in cui Pecoraro spiegava che al posto di blocco non furono adottati provvedimenti perché sapeva che sull’auto c’era la microspia dei carabinieri. Da lì è scaturita la successiva attività di indagine che ha portato all’odierna sentenza.

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