breaking news

Festa dell’Unità, si rivede il PD

Festa dell’Unità, si rivede il PD

15 Settembre 2018 | by Enzo Colarusso
Festa dell’Unità, si rivede il PD
Politica
0

Sparito praticamente dai radar, fatto salvo per talune individualità ma è l’eccezione che conferma la regola, il PD di Benevento torna alla ribalta per la Festa dell’Unità che si celebrerà nel prossimo weekend a Telese Terme. Di tutte le iniziative in cartellone, tante e forse troppe, una delle poche cose ad avere rilievo è la presenza, se confermata, del Presidente De Luca che torna nel Sannio dopo il famoso documento politico che il partito sannita redasse contro di lui e del quale è ancora incerta la ratio, se fu un atto ragionato e ponderato oppure pura esibizione di alterità rispetto al fermo biologico che attanaglia il partito. Capiremo con quale animo lo stesso De Luca si rapporterà con i quadri sanniti ma quel che più conta se manterrà fede alle parole espresse in riferimento alla sanità che colpirono in modo favorevole Mastella e i sindaci della provincia. Capiremo se alle parole seguiranno i fatti e se l’Atto Aziendale sarà o meno modificato in modo ufficiale come chiedono i più diffidenti. Per il resto la festa, che i fautori continuano ad associare a qualcosa di imparagonabile, presenta le solite cose; interviste, piccoli comizi, fiumi di parole ma pure questo, alla fine, ha il suo valore. Va da se che un altro appuntamento interessante è la visita del segretario Martina che ci dirà che cosa rappresenta in questo momento il PD e quali saranno i risvolti futuri, in modo da dare qualche certezza in più a tutti coloro che attendono lumi da Roma per imbastire la loro attività in provincia.

Segnerà il ritorno pubblico di Umberto Del Basso De Caro sul proscenio politico beneventano. Da lunga pezza il Capataz è assente, attratto dalle sorti non meno avvilenti del PD irpino. Non che De Caro abbia soverchio bisogno di apparire ma è chiaro che la delusione del 2016 abbia scavato un solco profondo con quegli ambienti di cui si è servito per radicalizzare il consenso nel corso degli anni e che da lui hanno tratto linfa vitale per anni prima di indirizzarsi altrove. E Umberto non ha mai nascosto il suo profondo disprezzo per quel tradimento e la volontà di attendere tempi più propizi per la sua personale nemesi.

Di seguito le osservazioni del Segretario Valentino a supporto della tre giorni di Telese Terme

“Viviamo tempi in cui l’azione e il pensiero politico sono sempre più attratti, finendo per essersene fagocitati, dall’immediato, dalla dittatura dell’istante, dal «qui ed ora». Il futuro appare generare sempre di più paure ed insicurezze. L’astio e la rabbia divengono così la condizione caratterizzante il presente, che è il tempo in cui «tutto deve essere risolto».  L’intero mondo occidentale, costitutivamente caratterizzatosi per la propensione alla pianificazione e programmazione del futuro, è attraversato da fenomeni e tensioni di questo tipo il cui fine, ormai sempre più esplicito, tende a minare alla radice le basi della democrazia rappresentativa e delle istituzioni liberaldemocratiche. Cosa debba e voglia essere una Nazione o una Comunità nei prossimi decenni è un pensiero che la politica ha finito per espungere da sé. Per cui, per fare uno dei tanti possibili esempi, ci si batte per accrescere ulteriormente la già alta spesa pensionistica di ‘oggi’ e si scaricano sul ‘domani’ i costi di quello che sarebbe a tutti gli effetti un insostenibile ed irrazionale privilegio. Rispetto a tutto questo, la nostra ‘tre giorni’ si pone in direzione ‘ostinata e contraria’. Tentare di suscitare ancora interesse per una politica che abbia l’ardire di immaginare e programmare il futuro del paese nel medio-lungo periodo, magari partendo da un rinnovato ruolo del mezzogiorno e delle sue aree interne, è il nostro intento.  Un’occasione di confronto e, ci auguriamo, di pensiero, di analisi e di proposta di qualità. A tal fine, abbiamo approntato un programma denso di contenuti e di momenti di approfondimento. Siamo convinti, oggi più che mai, che bisogna fare argine alla imperante semplificazione nazional-populista la cui intima natura, in verità da molti non colta appieno per tempo, è la Destra, non quella liberale del dopoguerra, ma quella bruta, antidemocratica, violenta, nei modi e nel linguaggio, che richiama la notte più buia dell’Occidente. È per questo che oggi, parte del nostro dovere, una parte cruciale, non è solo la Resistenza. Non basta dire no! Cosa che, ovviamente, va fatta con forza. Dobbiamo, invece, proteggere con ferocia lo spazio in cui poter sognare e pianificare un mondo migliore. A questo serve la Politica come la intendiamo noi, con i nostri tanti limiti e le nostre (si spera) altrettante qualità”.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *