A margine della riunione del Consiglio Gai in corso in Lussemburgo, il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha incontrato il suo omologo tedesco Heiko Maas al quale ha chiesto un suo interessamento per la pronta esecuzione della sentenza Thyssen. Maas si è impegnato a svolgere nel più breve tempo possibile un approfondimento sulla questione, al fine di poter dare riscontro alla richiesta italiana.

LA TRAGICA NOTTE

Dopo l’una di notte del 6 dicembre 2007, nella linea 5 dello stabilimento torinese di corso Regina Margherita, scoppiò un violentissimo incendio che gli uomini al lavoro non riuscirono a spegnere: sette lavoratori, investiti da un fortissimo getto di olio infiammato, morirono nei giorni successivi per le ustioni.

LA LETTERA

Al termine del colloquio, Orlando gli ha consegnato una lettera che riepiloga i principali passaggi della vicenda: «Desidero segnalarti una questione che riguarda l’incidente accaduto nel dicembre 2007 nello stabilimento ThyssenKrupp di Torino, nel quale persero la vita sette operai italiani. Il processo in Italia si è recentemente chiuso ed alcuni dei dirigenti della società sono stati ritenuti colpevoli con sentenze confermate anche dalla Corte di Cassazione. Per i due dirigenti, Harald Espenhahn (condannato a nove anni di reclusione) e Gerald Priegnitz (condannato a sei anni) è stata chiesta l’estradizione in Italia, ma questa -ricorda il guardasigilli- è stata dichiarata non ammissibile in quanto sono entrambi di cittadinanza tedesca».

IL RICONOSCIMENTO DELLA SENTENZA

«Nei primi mesi del 2017 l’Italia ha quindi chiesto all’autorità giudiziaria tedesca di riconoscere la sentenza ed eseguire in Germania la relativa pena a carico delle due persone coinvolte. Il caso ha avuto ampia diffusione mediatica a causa della gravità dello stesso che ha coinvolto decine di famiglie. Vi è quindi un forte interesse a vedere definito il procedimento. Ti sarò veramente grato per l’attenzione che vorrai riservare a questo caso ai fini di un rapido riconoscimento della sentenza emessa dall’autorità giudiziaria italiana. Sono certo - conclude Orlando- che anche in questo caso l’eccellente cooperazione giudiziaria esistente fra Germania e Italia ci condurrà alla più giusta soluzione del caso».

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