Caro Direttore, ritengo pienamente condivisibile la scelta di Stati Uniti e Israele di uscire dall’Unesco. L’organizzazione Onu è diventata, da tempo, l’espressione del più feroce fanatismo islamico che, come il nazismo, intende riscrivere a suo piacimento la storia. Ormai questi regimi hanno il controllo economico di molte istituzioni culturali e universitarie internazionali e le usano per dettare falsi storici a loro uso e consumo. I governi europei dovrebbero avere il coraggio di rifiutare tali imposizioni.

Antonello Pennese

Caro Pennese, la decisione dell’amministrazione Trump di uscire dall’Unesco, seguita da un analogo passo di Israele, si deve alla recente approvazione da parte della stessa organizzazione di due risoluzioni che, con formulazioni lessicali differenti, hanno negato il legame dell’ebraismo con i luoghi santi di Gerusalemme e Hebron. Poiché Gerusalemme è la città verso la quale gli ebrei pregano - ed in cui vivono - da oltre tremila anni e Hebron ospita le tombe dei patriarchi del Vecchio Testamento, Abramo, Isacco e Giacobbe, tali risoluzioni hanno evidenziato un’ostilità preconcetta nei confronti di una delle tre grandi fedi monoteiste. Tutto ciò stride con il fatto che l’Unesco ha per missione la tutela del patrimonio culturale universale. Si è trattato di un evidente duplice vulnus, morale prima che politico, che delegittima la credibilità dell’organizzazione stessa.

Ma c’è dell’altro perché la negazione del legame storico fra gli ebrei e la terra d’Israele - così definita dal Vecchio Testamento - è sin dalla fine dell’Ottocento il principale argomento adoperato per delegittimare il sionismo prima e la nascita dello Stato ebraico poi. I leader arabi, di più Paesi, che negli ultimi cento anni si sono opposti all’esistenza di Israele hanno sostenuto l’inesistenza di legami storici e religiosi fra gli ebrei e quella terra. Con le suddette risoluzioni l’Unesco si è dunque fatta strumento delle posizioni più estreme del nazionalismo arabo, fatte proprie oggi dal fondamentalismo islamico.

Tutto ciò stride con quanto sta avvenendo sul terreno oggi in Medio Oriente, dove i rapporti fra Israele e Paesi arabi sunniti vivono una stagione di vivacità senza precedenti a cui in molti guardano nella convinzione che possa portare anche ad una composizione del conflitto israelo-palestinese. Insomma, mentre Paesi arabi ed Israele sono protagonisti di un dialogo senza precedenti, l’Unesco si è fatta portavoce dell’intolleranza che vuole ostacolare proprio tale riavvicinamento.