Coldiretti ha elaborato la classifica dei «cibi più pericolosi» per la salute. Primo di questa «lista nera» risulta il «pesce dalla Spagna» risultato contenere «metalli pesanti», tra cui il mercurio e il cadmio. Tra i prodotti ittici spagnoli, Coldiretti ha indicato come contaminati «il pesce spada e il tonno». I criteri per l’elaborazione di questa graduatoria sono i dati contenuti nell’ultimo rapporto del Sistema di allerta rapida europea sui rischi alimentari (Rasff), relativo al 2016.

Il professor Giorgio Calabrese, presidente del Comitato Nazionale per la sicurezza alimentare ha, però, precisato che, tra il pesce spagnolo, può essere tossico soltanto quello pescato lontano dall’Unione Europea, in particolare «negli Oceani», dove si registra una forte presenza di metalli pesanti, a causa di diverse forme di inquinamento. Essendo stato pescato da navi spagnole, questo prodotto ittico è venduto in Italia come merce di origine comunitaria. Molti degli alimenti risultati tossici nell’Unione Europea l’anno scorso provenivano da Paesi terzi. Ma alcuni di essi avevano avuto origine in Stati della stessa Ue, come la Spagna, la Polonia e i Paesi Bassi.

Il non lodevole primato del pesce spagnolo nella classifica redatta da Coldiretti è dovuto, per la precisione, al più alto numero di casi di allarmi per rischi alimentari (96) registrato dal Rasff l’anno scorso. Al secondo posto di questa classifica si collocano «i prodotti dietetici e gli integratori» provenienti dagli Stati Uniti, che contenevano «ingredienti e novel food non autorizzati (nell’Ue)», ma consentiti dalla legislazione americana. Terze nella graduatoria di pericolosità sono le «arachidi dalla Cina», che risultavano contaminate da «aflatossine oltre i limiti». Le aflatossine sono sostanze presenti in modo naturale nei cibi, soprattutto in quelli biologici, ma quando se ne assumono quantità eccessive, sono cancerogene. Nella classifica di Coldiretti queste sostanze risultano essere la causa di tossicità di diversi altri alimenti, tutti appartenenti alla categoria della frutta secca.

In quarta posizione nella black list si situano i «peperoni dalla Turchia», nella cui coltivazione erano stati utilizzati «pesticidi oltre i limiti». La Turchia non è membro dell’Ue, ma costituisce con questa un’Unione Doganale. Quinti per pericolosità sono i «pistacchi dall’Iran», anch’essi a causa delle aflatossine contenute in misura eccessiva. Sesti sono i «fichi secchi della Turchia», ugualmente per «aflatossine oltre i limiti». Settima tra gli alimenti più pericolosi venduti in Italia nel 2016 è la «carne di pollo dalla Polonia», per «contaminazioni microbiologiche», in particolare «salmonella».

Ottave nella graduatoria di Coldiretti sono le «nocciole dalla Turchia», anche in questo caso a causa delle «aflatossine oltre i limiti». Per il medesimo motivo, none sono le «arachidi dagli Stati Uniti», e decimi i «pistacchi» dalla Turchia, che nel 2016 è stato il Paese di origine del maggior numero di prodotti alimentari importati in Ue e non conformi ai requisiti di sicurezza (276). «Contaminazioni microbiologiche» sono state rilevate l’anno scorso anche in carni di pollo provenienti dai Paesi Bassi. Coldiretti ha riconosciuto che il rapporto del Rasff del 2016 ha denunciato anche casi di alimenti tossici italiani, ma nessuno di questi cibi si è classificato tra i primi quindici più pericolosi dell’anno scorso.

Il commissario europeo per la Salute e la Sicurezza Alimentare, Vytenis Andriukaitis, non è parso particolarmente preoccupato per i pericoli alimentari rivelati dalla classifica di Coldiretti. Presente a Cernobbio, dove la «black list» è stata presentata, Andriukaitis ha sostenuto che l’esistenza dei dati su cui è basata quella classifica dimostra l’efficacia del Rasff. «Il Sistema di allerta europeo funziona – ha dichiarato il Commissario, di nazionalità lituana -. Gli standard di sicurezza (alimentare) europei sono comuni. Se un funzionario di un Paese scopre qualcosa che preoccupa, deve notificarlo immediatamente al Sistema di allerta rapida». «Gli operatori – ha aggiunto Andriukaitis – sono obbligati a rimuovere dal mercato il cibo contaminato».

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