«Il frutto della guerra...». Ai giornalisti che lo accompagnano sul volo partito oggi da Fiumicino e diretto a Santiago del Cile, prima tappa del viaggio apostolico in Cile e Perù, il Papa ha voluto far distribuire la foto del bambino che, dopo il bombardamento atomico di Nagasaki, nel 1945, porta in spalla il fratellino morto, legato dietro la schiena, in attesa della cremazione.

Un’immagine cruda, del fotografo statunitense Joseph Roger O’Donnell, che già a fine dicembre scorso il Papa aveva voluto diffondere riprodotta su un cartoncino e accompagnata da parole amare: «Il frutto della guerra». A fianco, una didascalia in spagnolo che sottolineava la disperazione del bambino espressa «nel suo gesto di mordersi le labbra che trasudano sangue». Infine la firma autografa «Franciscus».

 

Un messaggio forte da parte del Pontefice per denunciare gli esiti devastanti dei conflitti - di ogni conflitto - e la sua preoccupazione per questa «terza guerra mondiale a pezzi» che oggi, come più volte ha detto, sconvolge il mondo.

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