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Matera: Messaggio-omelia di mons. Antonio Giuseppe Caiazzo all’incontro con le autorità civili e militari

Carissimi,

anche quest’anno ci ritroviamo insieme per il consueto incontro con tutte le autorità civili e militari, che saluto affettuosamente, in occasione della festa della Madonna della Bruna. La coincidenza della festività domenicale ci porta a vivere l’Eucaristia con l’intera comunità ecclesiale materana.

E’ un’occasione per riflettere insieme, partendo dalla Parola che la liturgia di questa Domenica ci presenta. Una bella occasione per entrare nei problemi e progetti che  coinvolgono soprattutto noi che occupiamo cariche pubbliche, nella diversità di ruoli e responsabilità. Ma tutti chiamati a servire l’uomo del nostro territorio e il territorio stesso.

Ogni festa patronale ha un grande valore, non solo religioso ma anche civile. Ancor di più la festa della Madonna della Bruna, patrona dell’intera Arcidiocesi di Matera – Irsina

Tra i tanti significati che vengono dati al titolo della Bruna, mi piace soprattutto considerare questo: Madonna della difesa. Abbiamo bisogno di essere difesi e condotti da Maria, colei che ha accolto il divino nella sua carne, facendolo diventare umano. Gesù, fattosi uomo, sta con noi, cammina accanto a noi, condivide la nostra umanità bisognosa di essere aiutata a ritrovare il senso della “civitas”. Una città più a misura d’uomo dove le diverse comunità, fattesi una, abbiano come fine, sconfiggendo campanilismi e populismi pericolosi, la tolleranza, l’accoglienza, la solidarietà, il bene comune.

La Madonna della Bruna è difesa di valori e di risorse che ci appartengono e che non possiamo per nessuna ragione al mondo svendere in cambio di fumo e di illusioni.

Nella prima lettura, tratta dal libro della Sapienza, abbiamo sentito: “Dio non ha creato la morte e non gode per la rovina dei viventi. Egli infatti ha creato tutte le cose perché esistano; le creature del mondo sono portatrici di salvezza, in esse non c’è veleno di morte, né il regno dei morti è sulla terra. La giustizia infatti è immortale”. Questa Parola ha un alto valore sociale: questo è il tempo in cui si richiede la presenza di cittadini e cristiani adulti, capaci di agire e operare in nome della libertà che ci rende tutti più forti e autentici, più corresponsabili e impegnati a favore di una terra che chiede solo di essere amata, custodita, valorizzata, disintossicata.

Da quanto ci dice il libro della Sapienza, comprendiamo che Dio e l’uomo non possono che stare insieme. L’uomo non può perdere Dio. Solo così, mi permetto di dire, l’uomo diventa più uomo. Dio ha creato ogni cosa perché esista e noi con Dio siamo chiamati a far germogliare, crescere e vivere ogni cosa. Non a farla morire, non accettare la logica del veleno che procura morte. Siamo chiamati a mostrare che “la giustizia è immortale”. Che significa? “Tutti” siamo chiamati a invitare “tutti” a partecipare al banchetto preparato da Dio, da sempre, a favore dell’uomo da lui creato e amato. Il compito principale della Chiesa è non escludere nessuno. Gesù ci ha insegnato, anche nel vangelo di oggi, che bisogna avere attenzione verso ogni uomo che vive momenti di cecità, di sordità, che ha smarrito il senso dell’esistenza. Dobbiamo vincere la tentazione della paura provocata da chi denuncia demagogicamente. I poveri ci sono, così come i disoccupati, gli immigrati, i senza casa, gli sfruttati, i depressi. A chi fanno paura questi volti umani che formano l’unico volto di Dio fatto uomo?

Compito della politica è aiutare la città ad essere più abitabile, favorendo l’incontro tra uomini, tra culture diverse, tra credo religiosi diversi, costruendo rapporti umani, in cui si viva la mondialità, evitando gli scarti. Non esistono uomini autoctoni di serie A e uomini disperati di serie B. Esiste l’uomo: non vengono prima gli uni e poi gli altri. La Madonna della Bruna ci difenda dalle nostre paure e ci liberi dall’ansia per il futuro.

Gesù, l’abbiamo sentito nel Vangelo, non fa preferenze di persone: sta in mezzo alla folla di uomini bisognosi di affetto, di presenza fisica, di disperati, di persone che hanno bisogno di essere liberati da tante paure, sofferenze, bisognosi di libertà, di ritrovare la propria dignità perduta.

Siamo invitati, tutti, io e voi, fratelli e sorelle impegnati nel sociale, a restituire quei sogni che soprattutto i nostri giovani stanno vedendo naufragare nella palude che toglie loro il respiro, facendoli sprofondare nello sconforto, nella disperazione che spesso diventa depressione. C’è crisi morale che diventa crisi esistenziale. Gesù guarisce la donna, chiede: “chi mi ha toccato”? E’ illogica la sua domanda, visto che tutti lo toccano. Eppure lui vuole incontrare quel volto che ha ricevuto da lui vita, vuole stare con lui: è la legge dell’amore! Entra in casa del capo della Sinagoga. Là dove c’era morte ritorna la vita. I servi del capo della Sinagoga dicono: “tua figlia è morta”; Gesù dice: “Tua figlia vive”. E la restituì a suo padre e alla sua famiglia.

Restituiamo, attraverso scelte coraggiose, a volte impopolari, la realizzazione dei sogni a giovani e meno giovani. Costruiamo ponti che permettano pure di far partire i nostri giovani per studiare, ma creiamo le condizioni indispensabili perché possano ritornare a far fiorire questa nostra bellissima terra facendo sentire il suo profumo unico con la loro presenza indispensabile e insostituibile. Facciamo di tutto perché dal nostro vocabolario venga eliminata la rassegnazione. Il cantautore Jovanotti, dice in un suo singolo: “Ho due chiavi per la stessa porta. Per aprire al coraggio e alla paura”. Io direi: chiudiamo alla paura e apriamo al coraggio!

Solo così, anche noi, gioiremo nel vedere che tanti giovani ritornano a vivere, tante famiglie ritrovano il sorriso. Propongo: perché non promuoviamo un laboratorio di idee, coinvolgendo anche i giovani? Chiediamo alla Madonna della Bruna che ci difenda dallo scoraggiamento e dalla rassegnazione e ci aiuti a sentirci più protagonisti per costruire un futuro pieno di speranza.

La nostra terra è terra di pace, non permettiamo che infiltrazioni mafiose vengano a destabilizzare la convivenza civile attraverso attentati, intimidazioni, prepotenze. Per dirla con il Papa emerito, Benedetto XVI, dobbiamo essere «una nuova generazione di uomini e donne capaci di promuovere non tanto interessi di parte, ma il bene comune». Questo è l’unico modo per combattere quella criminalità che vorrebbe farsi spazio entrando nei circuiti del vivere civile. Penso che sia giunto il momento in cui dobbiamo fare meno prediche, meno discorsi autoreferenziali, senza demagogia e uscire dalla tentazione del populismo. La Madonna della difesa ci aiuti ad essere sempre vigili e pronti a respingere ogni forma di violenza, di prepotenza, di prevaricazione.

Nel Vangelo abbiamo sentito che Gesù sfugge la tentazione del populismo. Arrivato a casa del capo della Sinagoga vede e sente che c’è tanta gente che grida, piange, inveisce. Gesù manda tutti fuori, entra nella stanza dove si trova la bambina e dice: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.

Troppi giovani sulla strada Basentana stanno versando il loro sangue! Troppe lacrime dei parenti rischiano di diventare fango perché non raccolte e ascoltate nel grido di dolore che contengono. I drammi umani, consumati su questa arteria stradale, devono dilatare la nostra mente e il nostro cuore per realizzare progetti che possano contribuire ad evitare ulteriori dolori e morti.

Non possiamo ignorare che nella stessa valle del Basento, fino al mare, ampio territorio che abbraccia grossi comuni come Miglionico, Grottole, Salandra, Ferrandina, Pisticci, Bernalda, Scanzano, non ci siano criticità a causa di scelte miopi che in passato hanno contribuito ad avvelenarlo e che ha sicuramente bisogno di essere bonificato. E’ necessario partire da uno studio serio epidemiologico sullo stato di salute dei residenti dei Comuni interessati e sull’inquinamento del territorio. Questo sarà possibile se si lavorerà insieme, creando una commissione non di volenterosi ma di esperti che dialogano, mettono a confronto i risultati e propongono adeguate misure. Gli allarmismi non giustificati creano problemi maggiori di quanti realmente esistano. Chiediamo alla Madonna della Bruna che ci aiuti a lavorare insieme difendendoci dalla tentazione di stare solo a guardare o di camminare da soli.

E allora, carissimi: «Talità kum», alzati! Alzati Matera e cammina, riprenditi la tua bellezza, la gioia dello stare insieme, la gioia del vicinato, ricchezza pur nella miseria. Alzati Valle del Basento, lasciati disintossicare, purificare, ritorna a vivere. Alzati Montescaglioso che a distanza di anni hai dovuto raccogliere ancora una volta il sangue di un tuo figlio, ucciso e abbandonato nelle campagne. Alziamoci e camminiamo dietro la Madonna della Bruna, portando luce, seminando speranza, ridando vita. Così sia.

†Don Pino

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