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Cronaca

Blitz antiterrorismo, fermato 19enne marocchino a Cuneo

Redazione Quotidiano Piemontese

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Nuovo blitz dei carabinieri in Piemonte per prevenire le minacce terroristiche. All’alba di oggi, a Fossano, in provincia di Cuneo, il Raggruppamento Operativo Speciale Carabinieri, supportato dall’Arma del Comando Provinciale di Cuneo, ha dato esecuzione ad un fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura Distrettuale di Roma Gruppo Antiterrorismo il 29.3.2018 nei confronti del cittadino marocchino HADOUZ Ilyass (19 enne, residente in quel comune), nei confronti del quale si procede per il delitto di istigazione a delinquere aggravata dalle finalità del terrorismo e partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo internazionale.

Propaganda jihadista

L’attività di indagine avviata nei confronti del giovane marocchino, ha consentito di accertare come costui, attraverso i suoi numerosi account social,( Facebook, Instagram, Twitter) abbia propugnato, rilanciandola, una intensa propaganda jihadista inneggiante al martirio, alla ricompensa che Dio concederà alla comunità dei musulmani impegnati nel jihad, alla punizione che la stessa riserverà ai miscredenti, esaltando le gesta, il valore ed il coraggio dei combattenti in nome di Allah. Tra le frasi più significative censite su alcuni dei suoi canali Facebook, in particolare, meritano di essere richiamati i riferimenti alla morte nella concezione dello shahid, per il quale “…E’ deprimente morire di vecchiaia…” e quello al destino che la divinità ha in serbo per coloro che non credono nella parola di Allah “…Ai miscredenti saranno destinati giorni neri che faranno imbiancare i capelli ai bambini…” impegnati a “…toglierci la luce senza sapere che siamo l’oscurità…”.

Era proprio sulla base di queste iniziali emergenze che si è avviato il lavoro investigativo concretizzatosi nel monitoraggio dell’interessato e della sua cerchia relazionale con l’obiettivo di verificare i legami di HADOUZ con gli ambienti del terrorismo confessionale.

Terrorismo homegrown

Avviate le indagini, sviluppate facendo ricorso alle più recenti tecnologie applicate alle investigazioni, si è giunti ad affermare con estrema sicurezza l’adesione dell’indagato alle tesi della narrativa islamista filo-terrorista, ipotesi testimoniata dalla recente individuazione di un ulteriore profilo Facebook (reso anonimo nelle indicazioni personali e delocalizzato nei riferimenti geografici che contiene), collegato direttamente a blog e comunity Facebook intrise di retorica jihadista.

Hadouz Ilyass è un “esempio di scuola” del terrorismo homegrown, una minaccia estremamente insidiosa e complicata da contrastare perché si origina, prende forma e si sviluppa tra le pareti di casa, dove il soggetto si avvicina alle tesi del terrorismo, ne rimane affascinato e aderisce al programma dell’organizzazione di riferimento ponendo in atto condotte funzionali all’attuazione del programma criminale della stessa struttura.

Immagini e gestualità tipiche dei miliziani-terroristi del Daesh

L’escalation della radicalizzazione di Hadouz Ilyass ribattezzatosi Ilyass El Magrebi si avvia a febbraio di quest’anno, allorquando si riescono a documentare non solo intense navigazioni internet – effettuate per lo più in orario notturno – su siti contenenti materiale di propaganda direttamente riferibile al Daesh, ma anche attraverso l’assunzione di comportamenti emulatori della gestualità tipica dei mujaheddin. Emblematiche ed estremamente preoccupanti, in tal senso, sono state le immagini acquisite direttamente all’interno dell’abitazione di Ilyass in cui assume le gestualità tipiche dei miliziani terroristi del Daesh, di cui visionava i filmati.

Radicalizzazione

Negli ultimi giorni l’adesione di Hadouz alle tesi del terrorismo si è fatta ancora più esplicita allorquando, su uno dei profili riconducibili al giovane, è stata postata quale “immagine di sfondo” la foto suggestiva di un Corano esposto alla luce di un cielo stellato su una distesa di sabbia, contenente un riferimento diretto al Daesh.

Negli stessi frangenti veniva modificato anche lo “stato” del profilo attraverso l’implementazione di una frase evocativa della protezione di Dio e della buona sorte nell’accingersi ad affrontare una nuova sfida.

L’arresto arriva a 24ore da quello di Anis Amri, l’attentatore di Berlino e due giorni dopo quello Elmahdi Halili 23enne marocchino naturalizzato italiano, residente a Ciriè, già finito nel 2015 nel mirino di un’inchiesta della procura di Brescia per la diffusione di materiale di propaganda a favore dell’Isis.

 

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