10 milioni di rupie a chi brucia l’attrice di un film storico. Accade in India

20 Nov 2017 11:48 - di Stefania Campitelli
Minacciata di morte per aver interpretato il film storico Padmavatì del regista indiano Sanjay Leela Bhansali. È successo in India. A pochi giorni dal dal  debutto nelle sale cinematografiche (previsto per l’1 dicembre), un gruppo marginale di difesa della cosiddetta “casta dei cavalieri” ha offerto una ricompensa di dieci milioni di rupie (oltre 130.000 euro) per chi «brucerà viva la protagonista, Deepika Padukone», che interpreta il ruolo di una regina ribelle che non si concede al sultano.Tratto da un poema epico del 1500, il film racconta la storia di una regina indù (Rani Padmini, nota anche come Padmavati) che, per non cadere nelle mani del sultano di Delhi, Alauddin Khalji, al termine di un lungo assedio del Chittor Fort nel 1303 preferì gettarsi nel fuoco insieme a tutte le altre donne.

India, minacciata di morte l’attrice di Padmavatì

La produzione ha già incontrato ostilità che hanno scatenato violente polemiche: le riprese del film sono state ripetutamente interrotte per violenti attacchi di vandali al set, e sia il regista Bhansali, sia la star Padukone sono stati pesantemente minacciati. Domenica, dopo che l’organismo di censura preventiva indiano (Cbfc) aveva deciso di sospendere l’esordio di Padmavatì nelle sale, il gruppo Akhil Bhartiya Kshatriya Mahasabha (Abkm) ha organizzato una manifestazione a Bareilly, in Uttar Pradesh, bruciando in un parco un centinaio di gigantografie della Padukone e di Bhansali. E il responsabile della sezione giovanile dell’Abkm, Bhuvneshwar Singh, ha detto esplicitamente: «Deepika dovrebbe sapere cosa si prova ad essere bruciati vivi. L’attrice non potrà mai immaginare il sacrificio della regina. Siamo pronti a dare 10 milioni di rupie a chi dovesse bruciarla viva. Chiediamo agli organizzatori di mostrarci il film prima che sia autorizzato ad andare nelle sale».

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