Almirante, retromarcia della Raggi: «Fermerò l’intitolazione della strada»

15 Giu 2018 10:23 - di Stefania Campitelli

È l’ultima a saperlo. Quando scopre il “fattaccio”, l’intitolazione di una strada o di una piazza della Capitale a Giorgio Almirante, blocca tutto. Imbambolata di fronte alla domanda di Bruno Vespa sull’approvazione di qualche ora prima da parte del consiglio comunale capitolino (con il sì dei Cinquestelle) di una strada intitolata allo storico leader missino, la sindaca Virginia Raggi ammette di non sapere nulla, è sorpresa, sorride, forse non sa neppure chi sia “questo politico”.«Ne prendo atto, l’Aula è sovrana, come il Parlamento» dice. Quindi nessun problema? «Se l’Aula ha votato favorevolmente è perché i consiglieri M5s si sono determinati in questo senso. Quindi assolutamente sì». Lascia lo studio di Porta a porta ma poco dopo la mezzanotte con un tweet barricadero smentisce se stessa e annuncia una mozione per vietare l’intitolazione di strade «a esponenti del fascismo o persone che si siano esposte con idee antisemite o razziali».

La Raggi: nessuna strada dedicata ad Almirante

«Nessuna strada a Roma sarà dedicata a Giorgio #Almirante Domani stesso presenterò una mozione a mia prima firma». Un altro dietrofront che  si aggiunge alla lunga lista di stop and go che caratterizzano l’amministrazione Raggi. La protesta più forte alla decisione dell’aula Giulio Cesare, che deve aver ispirato il no della prima cittadina, arriva dalla comunità ebraica di Roma:  «La decisione del Consiglio comunale di votare una mozione per intitolare una via ad Almirante è una vergogna per la storia di questa città. Chi ha ricoperto il ruolo di segretario di redazione del Manifesto per la Difesa della Razza, senza mai pentirsene, non merita una via come riconoscimento». Non bastava la tegola sullo scandalo dello stadio ora la Raggi è costretta a occuparsi anche del “dossier Almirante” e delle inevitabili polemiche. La mozione di Fratelli d’Italia per l’intitolazione di una strada Giorgio Almirante era passata nella serata di giovedì in Assemblea capitolina con i sì  di Fratelli d’Italia, della lista “Con Giorgia” e del movimento Cinquestelle. Un bel segnale verso la “pacificazione”, il segno di una svolta per mettere fine agli scontri ideologici riconoscendo la statura di uno dei protagonisti assoluti della storia del dopoguerra stimato e rispettato dagli avversari (memorabili le parole di Enrico Berlinguer alla morte di Almirante). Di «vittoria storica» hanno parlato gli esponenti di Fratelli d’Italia, soddisfatti anche i consiglieri di Forza Italia. Contrari alla decisione i consiglieri del Pd che hanno scelto  la strada dell’astensione uscendo dall’aula in segno di protesta  per l’assenza della sindaca Raggi.

Commenti

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  • Diego 20 Giugno 2018

    Sarei proprio curioso di ascoltare le “memorabili parole di Berlinguer alla morte di Almirante”, visto che era già morto da 4 anni! Ma a chi fate scriverr gli articoli?

  • paleolibertario 15 Giugno 2018

    Quelli di Roma si diano da fare, è questo il momento, dovete scendere in piazza e chiedere una “Via Almirante”. È un abominio che vi sia una strada intitolata a Togliatti e non ve ne sia una dedicata a una persona che ha pacificato l’Italia e ha preso milioni di voti (soprattutto a Roma). Questi elettori devono avere rappresentanza e dignità, non sono elettori di serie B.

  • Giuseppe Tolu 15 Giugno 2018

    L’aula è sovrana? Stupida oca

  • Andrea 15 Giugno 2018

    Giorgio Almirante è stato un signore della politica italiana a cui va il massimo rispetto. La reazione della comunità ebraica è comunque legittima perché a causa della folle teoria-ideologia della razza sono stati sterminati in Russia,Germania e Italia milioni di innocenti e si è assistito all’ annullamento totale della persona umana.Inoltre sarebbe stato meglio avvisare prima la comunità ebraica per chiederne un parere e poi che il sindaco fosse stato presente.