L’Isis uccide 246 persone in Siria. Assad: chi vuol resuscitare i terroristi?

26 Lug 2018 18:09 - di Antonio Pannullo

Il presidente siriano Assad accusa. I terroristi islamici tornano a farsi vivi in Siria. È salito a 246 morti, di cui oltre la metà sono civili, il bilancio dell’attentato sferrato ieri dai miliziani dell’Isis a Swaida, provincia a maggioranza drusa liberata dal governo di Damasco nel sud della Siria. Ad aggiornare il bilancio delle vittime sono i soliti attivisti dell’Osservatorio siriano per i diritti umani, gli unici liberi di circolare nelle zone terroriste e i primi a dare informazioni sull’operato dell’Isis: ”Il bilancio è oggi di 246 morti, tra cui 135 civili”, ha detto. L’azione è iniziata con un triplice attentato suicida nella città di Swaida, seguita da sparatorie e attacchi con esplosivi nei villaggi a nord e a est. L’Isis ha rivendicato l’azione, e almeno 45 jihadisti sono morti nell’attacco. È ovvio che qualcuno cerca di resuscitare l’Isis, sconfitta sul campo dal legittimo governo siriano: “Gli attacchi terroristici a Sweida confermano i tentativi dei Paesi che sponsorizzano il terrorismo di far rivivere gruppi terroristici e utilizzarli nella realizzazione dei loro interessi politici”, ha dichiarato ieri il presidente siriano Bashar al-Assad , durante un incontro a Damasco con Alexander Lavrentiev, inviato del presidente della Russia, Vladimir Putin. Al-Assad si è detto pronto a creare le condizioni di sicurezza necessarie al ritorno dei rifugiati in Siria. Lo ha annunciato il ministero degli Esteri russo riferendo di un incontro tra Assad e la delegazione di funzionari russi giunta a Damasco. Al-Assad ha “affermato che è pronto a creare le condizioni richieste per il ritorno dei rifugiati siriani nella loro patria in condizioni di sicurezza e dignità”, si legge nel comunicato del ministero degli Esteri russo. La delegazione russa, guidata dall’inviato di Mosca per la soluzione della crisi siriana Alexander Lavrentyev, ha concentrato i colloqui con Assad sul ”recupero postbellico, inclusa la possibilità di ritorno il più presto possibile dei rifugiati siriani e degli sfollati interni”. La Russia ha anche annunciato un coordinamento in atto con Giordania, Libano e Turchia per favorire il ritorno dei rifugiati in Siria. Secondo dati delle Nazioni Unite sono più di cinque milioni i siriani che hanno lasciato il Paese da quando, nel marzo del 2011, in Siria si è scatenato il terrorismo islamico eterodiretto contro il legittimo governo. Il golpe jihadista però è stato sventato da Assad e dal popolo siriano.

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  • franco. 27 Luglio 2018

    Ultimi rebbiosi colpi di coda degli isisraeliani contro lo Stato siriano.