Siria, liberato giornalista giapponese rapito nel 2015 (video)

23 Ott 2018 18:54 - di Guido Liberati

Il governo di Tokyo ha annunciato la liberazione di un ostaggio che molto probabilmente è il freelance giapponese Jumpei Yasuda, scomparso tre anni fa in Siria. Nel corso di una conferenza stampa, il segretario di gabinetto del governo giapponese, Yoshihide Suga, ha spiegato che Tokyo è stato informato dal Qatar della notizia della liberazione. Il governo di Doha, ha aggiunto il segretario di gabinetto, ha informato le autorità giapponesi che l’uomo si trova ora in Turchia e che, con ogni probabilità, è Yasuda. Suga ha anche informato la famiglia del giornalista.

Il collega (Kenji Goto) fu decapitato dopo la cattura

Yasuda ha iniziato a lavorare in Medio Oriente negli anni Duemila. Nel 2004 venne preso in ostaggio in Iraq insieme ad altri tre giapponesi, ma successivamente fu liberato grazie alla mediazione di alcuni religiosi locali. Nel 2015 si recò in Siria insieme al collega giapponese, Kenji Goto, che venne preso in ostaggio e decapitato dal sedicente Stato islamico (Is). A dicembre di quell’anno Reporter senza frontiere diffuse la notizia che Yasuda era in mano ad un gruppo armato che avrebbe chiesto un riscatto per il suo rilascio, minacciando altrimenti di ucciderlo o di cederlo ad un altro gruppo.

Padre Dall’Oglio ostaggio in Siria da 5 anni

In Siria rimane ancora prigioniero Padre Paolo Dall’Oglio, rapito dall’Isis il 29 luglio del 2013. Il gesuita romano, secondo le ultime ricostruzioni, si sarebbe recato a Raqqa, da un potente emiro vicino all’Isis per chiedere il rilascio di un attivista siriano, oppositore del regime di Assad, ma fatto prigioniero dallo Stato Islamico. Da quel momento. padre Dall’Oglio è sparito.

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