Compie 100 anni Giuseppe Bassi, l’ultimo reduce dai gulag sovietici

3 Feb 2019 18:28 - di Redazione

Compie oggi 100 anni Giuseppe Bassi, ex soldato italiano dell’Armir fatto prigioniero in Russia dall’Armata Rossa e che ha trascorso nei gulag sovietici quattro lunghi anni dal 1942 al 1946. I compagni di prigionia in Siberia lo chiamavano “Bassi l’Ora”, perché Giuseppe Bassi era l’unico ad aver conservato l’orologio e dunque a poter misurare il tempo. Nel suo paese, Villanova di Camposampiero (Padova), il reduce del gulag è conosciuto invece conosciuto come “Beppi”, e oggi per lui ci sono stati festeggiamenti in grande stile: non solo i familiari ma anche la Federazione combattenti e reduci di Padova. Il signor Giuseppe è uno dei pochi reduci della campagna di Russia, tra le pagine più drammatiche dell’esercito italiano durante la seconda guerra mondiale.
Partito nel febbraio 1942 come sottotenente del 120/mo reggimento Artiglieria motorizzata per combattere sul fronte del Don, Bassi è stato imprigionato il 24 dicembre 1942 ad Arbuzovka e poi rinchiuso nei tre gulag di Tambov, Oranki e Suzdal, tornando a casa solo nell’aprile 1946. “Quand’ero prigioniero – racconta – mi muovevo sempre. Bisognava fare così e non sdraiarsi mai: chi lo faceva si lasciava morire. Ho sempre avuto la volontà di vivere e ho sempre pensato che dovevo tornare per raccontare”.

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