Restaurati due dipinti nella Chiesa di Sant’Egidio

Torna a risplendere la Chiesa di Sant’Egidio in Santa Maria Nuova.

Restaurati due dipinti nella Chiesa di Sant’Egidio
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Si tratta di due tele collocate dentro le edicole della Chiesa restaurate dalla Fondazione Santa Maria Nuova grazie al sostegno di donazioni di privati, per un impegno complessivo di circa 40.000 euro.

Restaurati due dipinti nella Chiesa di Sant’Egidio

Torna a risplendere la Chiesa di Sant’Egidio in Santa Maria Nuova. Stamattina si è svolta la cerimonia di inaugurazione di due grandi dipinti restaurati alla presenza dell’Assessore regionale alla salute Stefania Saccardi, dell’Assessore comunale welfare e sanità Sara Funaro, della Consigliera regionale Titta Meucci, del Direttore generale AUSL Paolo Morello Marchese e del Direttore sanitario AUSL Emanuele Gori.

Con il restauro dei due quadri “Madonna che offre il bambino a Sant’Antonio da Padova con i Santi Francesco e Niccolò Vescovo” (XVII sec.) e “La probatica piscina” (XVI sec.), la Chiesa di Sant’Egidio torna ad essere al centro della vita dell’antichissimo ospedale che, nel frattempo, ha assunto sempre più anche il volto di un importante museo.

Stefania Saccardi

“La Fondazione Santa Maria Nuova da anni svolge un lavoro straordinario riuscendo a raccogliere fondi per valorizzare l’arte, la cultura attraverso opere di restauro come quelle inaugurate stamani-afferma Stefania Saccardi-. Ancora una volta mi sento di sottolineare che la scelta di lasciare l’ospedale di Santa Maria Nuova nel centro di Firenze sia stata strategica poiché qui si coniuga l’alta tecnologia, la qualità professionale e l’organizzazione sanitaria e questo presidio oltre ad offrire servizi di eccellenza si caratterizza sempre più come uno spazio museale in cui si conserva anche la bellezza”.

Gancarlo Landini

“Come Presidente della Fondazione  Santa Maria Nuova - afferma Giancarlo Landini- non posso che esprimere la grande soddisfazione  per il risultato raggiunto. La Fondazione Santa Maria Nuova Onlus, voluta dalla Direzione Generale della Azienda Usl Toscana Centro, è riuscita  in pochi anni  a creare un articolato percorso museale  nell’ospedale storico di Firenze mettendo a disposizione della cittadinanza  un patrimonio artistico e culturale di grande rilievo. Essere riusciti a convogliare da donazioni private 40.000 euro  per il restauro dei quadri di Sant’Egidio significa che il binomio arte e cura ,di cui Santa  Maria Nuova è il più importante esempio in Italia, ricomincia ad essere apprezzato.”

Francesca Ciraolo

“Negli ultimi due anni sono state completate diverse opere di ristrutturazione all’interno di questo presidio ospedaliero- afferma Francesca Ciraolo, Direttore sanitario presidio Santa Maria Nuova-  Prossima inaugurazione l’ampliamento degli spazi del laboratorio Galenico e la ristrutturazione del comparto operatorio con due nuove sale e locali di servizio. Il nostro è un piccolo ospedale che però raggiunge alti livelli di performance con circa 6000 ricoveri giornalieri e circa 38.000 accessi al pronto soccorso.”

Scheda dei due dipinti

Il primo dipinto di grandi dimensioni (m.2,60 x m.3,90) “Madonna che offre il bambino a Sant’Antonio da Padova con i Santi Francesco e Niccolò Vescovo ” collocato sul primo altare di destra della Chiesa e commissionato dallo Spedalingo Ludovico Serristori, è stato realizzato  da Felice Ficherelli detto “Il Riposo” tra il 1654 e il 1657. Il lavoro di restauro, per una durata complessiva di tre mesi (dal mese di aprile al mese di luglio 2018), è stato condotto dalle mani esperte di tre restauratori fiorentini Lorenzo Conti, Miriam Fiocca e Marina Vincenti ed oltre a svelare le qualità stilistiche e cromatiche del dipinto, è stata anche un’occasione per riflettere sui contenuti iconografici e religiosi dell’opera da parte dello storico d’arte direttore dei lavori Claudio Paolini, funzionario della Soprintendenza, presente all’inaugurazione. Di particolare interesse la scoperta della lettera “F”, iniziale del nome dell’artista Ficherelli, apposta sopra il libro tenuto in mano da San Nicola.

Il secondo dipinto “La probatica piscina” (m.4,20 x m.2,90)  realizzato dall’artista Giovan Battista Paggi ed inserito in una maestosa cornice intagliata e dorata con baccellature a lunetta e rosoni centrali, è posto sul secondo altare di destra della Chiesa di Sant’Egidio. L’opera risulta datata 1592 ed attribuita all’artista grazie ad una iscrizione lapidea presente al di sotto dell’altare in cui lo Spedalingo Giovanni Battista del Milanese, Vescovo di Marsi  ne attesta la committenza in quell’anno. Il dipinto raffigura un episodio del Vangelo di Giovanni in cui Gesù opera il miracolo del paralitico nella piscina di Betzaetà, un brano particolarmente adatto ad una chiesa annessa ad un complesso ospedaliero.

Gli interventi di restauro

Il dipinto ha subito diversi interventi di restauro e grazie a quest’ultimo  è stato possibile recuperare una tavolozza pittorica ricca di sfumature cromatiche e giochi di luce, oltre a particolari narrativi dell’immagine raffigurata. Anche in questo caso è interessante sottolineare il recupero della firma per esteso dell’artista “Paggi genovese”, prima oscurata dalle stratificazioni di sporco, oltre  alla data di avvenuta conclusione dell’opera (1593). Il restauro è stato effettuato dall’impresa “Restauro dipinti studio 4 srl” e condotto dai restauratori Daniele Ciappi, Valeria Cocchetti e Lauro Pepicello.

L’intervento su quest’ultimo dipinto è stato anche inserito nel programma del Convegno IGIIC (Gruppo Italiano International Institute for Conservation) dal titolo:”Effetto tempo: riflessioni e studi applicati al mutamento dei materiali e conseguenze sul restauro” evidenziando come un lavoro di restauro oltre al recupero di un bene culturale può fare da volano a nuove prospettive culturali.

Si ricorda che oltre agli interventi su questi due dipinti è tuttora in restauro il crocifisso in cartapesta attribuito a Giambologna (rientro dell’opera previsto a giugno 2019) ed è in fase di completamento il restauro degli affreschi del soffitto della Chiesa. Il 2019 vedrà anche il restauro degli altri due dipinti di grandi dimensioni (Volterrano e Allori) presenti in Chiesa e per i quali la Fondazione ha già raccolto i fondi a sostegno.

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