Quella che si è consumata in Sud Africa è una vera e propria tragedia che adesso attende di avere giustizia. Vittima una giovane ragazza di appena ventuno anni, nell'ennesimo caso di violenza fisica e sessuale su una donna, fenomeno di cui purtroppo sempre più spesso si sente parlare. In questo caso, la giovane studentessa di Città del Capo, Hanna Cornelius, nel maggio 2017 era intervenuta per dare una mano a un amico in difficoltà, ma ha evidentemente pagato con la vita la sua grande generosità. La banda di criminali che aveva preso di mira l'amico della ragazza, secondo quanto riferisce il quotidiano Il Mattino, si era improvvisamente scagliata contro quest'ultima, violentandola prima e poi uccidendola a colpi di sassi.

Adesso il gruppo di criminali è in tribunale in attesa che gli venga inflitta la condanna.

Prova a difendere un amico da una gang: viene stuprata e uccisa a sassate

Secondo quanto riporta il quotidiano in questione, la giovane studentessa si era accostata mentre era a bordo della sua automobile per aiutare il suo compagno di studi per cercare di difenderlo. La gang di teppisti, infatti, stava prendendo in giro e stava provocando il ragazzo, ma nel momento in cui Hanna Cornelius era intervenuta, questo non aveva fatto altro che scatenare l'ira e la conseguente barbara violenza. I due amici, infatti, erano stati immediatamente sequestrati e portati in periferia, dove poco dopo si era consumata la violenza.

Prima il gruppo aveva approfittato della giovane ragazza stuprandola, poi l'aveva uccisa con un sasso. Prima degli abusi e dell'omicidio della ragazza, anche il suo amico era stato picchiato brutalmente e poi lasciato agonizzante per terra, pensando che fosse morto.

Si attende la condanna definitiva della gang criminale

Ad allertare le forze dell'ordine era stato lo stesso ragazzo, che nel momento in cui la banda di criminali si era allontanata, era riuscito a mettersi in piedi e a chiamare immediatamente i soccorsi.

Grazie alla segnalazione, la polizia aveva potuto individuare poco dopo il gruppo di assassini, un gruppo di persone tra i 27 e i 30 anni, che erano stati subito rinchiusi in carcere. Secondo le prime ricostruzioni, pare che le intenzioni del gruppo fossero semplicemente quelle di derubare il giovane studente. A causa dell'intervento della ragazza ventunenne sarebbe scattata la follia dei membri del gruppo e per questo si sarebbe verificato tutto questo.

Se il giovane aggredito era guarito in breve tempo, per la ragazza, invece, non c'era stato niente da fare. Anche le prove del dna trovate sul luogo del delitto confermano la colpevolezza del gruppo, così come un preservativo trovato ha permesso di identificare uno dei giovani criminali. Dei quali si attende, dunque, soltanto la condanna definitiva.