Piccole mafie crescono e autonomamente fanno affari con i cartelli colombiani della droga. Dopo le demolizioni al Quadraro, periferia est di Roma, come a Ciampino, e le recenti confische di beni ingenti, si torna a parlare del clan dei Casamonica. In particolare di un esponente, Salvatore, 42 anni. In carcere dallo scorso luglio al regime del 416 bis per associazione mafiosa, è stato raggiunto da nuovo ordine di custodia cautelare al termine dell'operazione 'Brasile low cost' durata più di un anno, perché al vertice di un'organizzazione criminale collegata ai narcos sudamericani.

Un'indagine da fiction con agenti sotto copertura sparpagliati in più paesi del mondo, condotta dalla Finanza e coordinata dalla direzione distrettuale antimafia di Roma, ha portato all'arresto oltre che di Salvatore Casamonica di quattro persone, e portato al sequestro di sette tonnellate di cocaina purissima. Un fiume di droga che avrebbe dovuto viaggiare dal Sud America al Brasile, e tramite la Svizzera, giungere in Italia per essere poi destinato al mercato di Roma e Napoli.

Operazione 'Brasile low cost', affari tra Casamonica e Narcos

Come in una fiction. In azione agenti 'under cover', ovvero sotto copertura, non solo italiani, anche quelli della Dea staunitense, la squadra speciale che contribuì all'arresto e uccisione nel 1993 del 're della cocaina', Pablo Escobar.

Insieme a colleghi della polizia svizzera, si sono infiltrati nell'organizzazione criminale ottenendo, in particolare, la fiducia di Salvatore Casamonica e dei suoi complici, fingendo di essere parte del maxi affare di droga.

Un enorme carico di polvere bianca sarebbe dovuto arrivare in Italia attraverso un aereo privato, trasportando una tonnellata di cocaina alla volta.

La prima spedizione è stata bloccata dall'arresto a luglio di Salvatore Casamonica nell'operazione 'Gramigna' sempre legata al traffico di droga. Quattro agenti con false identità si erano a tal punto abilmente infiltrati nell'organizzazione criminale da garantire il reclutamento del volo privato e del pilota per far arrivare la droga a Ciampino.

Agli arresti oltre a Salvatore Casmonica, referente del clan per il traffico internazionale di droga, sono finte altre quattro persone: il suo braccio destro, Silvano Mandolesi, 50 anni, attualmente ai domiciliari, Tomislav Pavlovic, 39 anni, montenegrino, Dorian Petoku, 30 anni, albanese. Marcello Schiaffini, 52 anni, ai domiciliari, risponde del reato di favoreggiamento personale. Gli altri di traffico internazionale di cocaina.

Le indagini confermano la struttura mafiosa del clan dei Casamonica

Le indagini, oltre ad agenti infiltrati, si sono avvalse di sistemi classici quali intercettazioni telefoniche e 'soffiate' di due collaboratori di giustizia un tempo affiliati al clan dei Casamonica.

Andrea Pecorari, dello Scico, Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata, delle Fiamme Gialle, ha evidenziato la presenza su tutto il territorio italiano di organizzazioni criminali, a cominciare dai Casamonica, erroneamente considerate minori, che trattano direttamente con i Narcos e organizzano traffici di droga molto consistenti.

Michele Prestipino, procuratore aggiunto della Dda di Roma, ha evidenziato il peso criminale del gruppo non solo sul mercato romano. In un'intercettazione telefonica, si indica nella somma di 4 milioni e mezzo di euro, l'investimento da parte del clan Casamonica. Una somma che potrebbe già essere stata consegnata ai Narcos colombiani anche se i carichi di cocaina non sono mai partiti dall'aeroporto di San Paolo.

La cifra complessiva dell'affare sarebbe stata di circa 10 milioni di euro.

Il clan Casamonica, secondo Prestipino, anche se differente dalle cosiddette mafie storiche, è un'organizzazione mafiosa a tutti gli effetti, per il suo radicamento sul territorio e la capacità di corrompere anche apparati delle istituzioni "perché non si possono importare 7 mila chili di cocaina senza avere entrature, agganci" con funzionari doganali. Le indagini continuano.