Delitto Caccia, la Procura di Milano avoca l'inchiesta

Lombardia
Immagine d'archivio (Agenzia Fotogramma)

Il Procuratore capo di Torino venne ucciso nel 1983. Il filone avocato riguarda le indagini su Francesco D’Onofrio, ex militante della formazione terroristica Colp 

La Procura Generale di Milano ha avocato, nell’ambito dell’inchiesta per l’omicidio del magistrato torinese Bruno Caccia, il filone che vede come indagato Francesco D’Onofrio, ex militante della formazione terroristica Colp, Comunisti Organizzati per la Liberazione Proletaria. D’Onofrio è inoltre considerato dagli investigatori vicino agli ambienti della ‘ndrangheta. La decisione è stata comunicata oggi, venerdì 23 novembre, dal sostituto Procuratore generale, Galileo Proietto, durante la discussione dell'istanza di archiviazione del procedimento.

La vicenda

Bruno Caccia, Procuratore capo di Torino, è stato ucciso il 26 giugno 1983 in un agguato sotto casa. Per la sua morte nel 1992 è stato condannato all'ergastolo il boss Salvatore Belfiore, come mandante, mentre nel luglio 2017, come esecutore del delitto, è stato condannato al carcere a vita Rocco Schirripa, affiliato al locale di ‘ndrangheta di Moncalieri nel Torinese. 

Chi è D'Onofrio

A fare il nome di D'Onofrio è stato, nel 2016, il pentito Domenico Agresta, che lo ha indicato come esecutore dell'omicidio del magistato accanto a Schirripa. L'uomo negli ultimi anni è stato coinvolto in diversi procedimenti giudiziari per criminalità. Ha sempre sostenuto di non essere affiliato alla 'ndrangheta.

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