L’Arcivescovo invita una delegazione di migranti alla celebrazione di Sant’Eusebio

Sarà la presenza di una delegazione di migranti uno degli elementi che caratterizzeranno la celebrazione di Sant’Eusebio a Vercelli, mercoledì 1 agosto alle 10.30 quando vi sarà la messa solenne in Duomo. Lo annuncia l’Arcivescovo di Vercelli, Mons. Marco Arnolfo, in una lunga lettera inviata anche agli organi di informazione.

 

“È stata invitata dall’Arcivescovo una delegazione di immigrati a condividere la gioia della ricorrenza in spirito di fraternità e amicizia. Contestualmente l’Arcivescovo ha diramato un messaggio, condiviso con le organizzazioni e gli uffici diocesani che più direttamente si occupano di accoglienza e integrazione per sottolineare il tanto lavoro fatto in questi anni in tale direzione” si legge in una nota ufficiale.

 

Ed ecco il testo del messaggio dell’Arcivescovo:

 

L’itinerario, spirituale e psicologico ad un tempo, richiesto ad ogni cristiano è quello di superare angosce e paure, precomprensioni e diffidenze, per aprirsi con generosità e fiducia alla dimensione feconda dell’incontro, portatrice di relazione e di interrelazione.

In questa prospettiva la nostra Chiesa eusebiana, alla vigilia delle celebrazioni in onore del proprio Santo patrono Eusebio, si unisce alle numerose voci levatesi in seno alla Chiesa italiana affinché, superato ogni atteggiamento di chiusura preconcetta, anche il nostro territorio possa aprirsi senza remore a quella «convivialità delle differenze» recentemente sollecitata a gran voce dalla Commissione Episcopale CEI per le Migrazioni.

 

La nostra Diocesi già da parecchi anni si sta muovendo in questa direzione, fornendo, anche al tessuto sociale e civile, indicazioni concrete di risposta alla mentalità fuorviante che anche nel territorio locale sta facendo breccia da molte parti: la “Festa dei popoli” celebrata ogni anno, all’inizio dell’autunno, rappresenta forse l’indicazione più eloquente in questo senso, ma numerose altre iniziative favoriscono la crescita di un’autentica cultura dell’ospitalità, grazie al contributo di Migrantes, Caritas, Comunità di S. Egidio, gruppi e singoli, cristiani e laici.

 

Grazie all’apporto di tutti, il nostro territorio deve sempre più diventare un laboratorio ideale e un cantiere aperto per far crescere una cultura del dialogo, della solidarietà e dell’integrazione, l’unica in grado di porre un argine alla pseudo-cultura degli stereotipi e degli steccati, aiutandoci a interrogarci sulla nostra identità più profonda di cristiani e, al tempo stesso, sui nostri condizionamenti storici, culturali, sociologici, psicologici.

 

Ma è impossibile ottenere questo risultato se non partendo dalla preghiera, come hanno dimostrato le recenti esperienze del pellegrinaggio regionale dei migranti e della Comunità di S. Egidio. L’imminente solennità di S. Eusebio ci offre una nuova, stimolante occasione in questo senso, chiamando a raccolta, attorno al venerato protovescovo, vercellesi di origine e “ospiti” di tutte le culture, provenienze e identità, accomunati dalla ricerca della promozione dei valori umani della convivenza solidale e della pace.

 

Anche i pellegrinaggi diocesani del mese di agosto, Oropa e Lourdes, ci forniranno un forte stimolo di richiamo al senso autentico del camminare insieme, spiritualmente uniti a coloro che si rendono viandanti per terra e per mare, alla ricerca di forme più sicure di sopravvivenza e che si vedono, negli ultimi tempi, identificati come un pericolo da tenere lontano dai nostri porti e a cui chiudere tutte le nostre porte.

“Camminare insieme a loro e per loro” deve così diventare la parola d’ordine della celebrazione di S. Eusebio in questo anno 2018, in cui siamo chiamati ad affrontare con spirito evangelico e rinnovato slancio la sfida di una fede autenticamente capace di incarnarsi, ancora una volta, nella nostra storia.

 

+ Marco Arnolfo, Arcivescovo

 

con Ufficio Migrantes, Caritas Diocesana e Pastorale Universitaria

 

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