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Janos Esterházy: primi passi verso la beatificazione

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Hanno prestato giuramento nelle mani dell’Arcivescovo di Cracovia, Monsignor Marek Jędraszewski i membri della commissione storica da lui incaricata dello studio della vita e delle virtù di János Esterházy. A dare la notizia è il blog dell'Ambasciata d'Ungheria presso la Santa Sede ed il Sovrano Militare Ordine di Malta.

La commissione, presieduta dal Prof. Arkadiusz Adamczyk, è composta da storici polacchi, ungheresi, cechi e slovacchi, a rispecchiare le nazioni presso le quali il Servo di Dio ha svolto la sua missione.

Discendente di due delle famiglie aristocratiche più importanti dell’Ungheria e della Polonia, Janos nacque nel territorio dell’odierna Slovacchia e le sue ceneri ora riposano a Praga. Difese i diritti della sua comunità, aiutò i perseguitati durante la seconda guerra mondiale, contrastò sia il nazismo che il comunismo e dovette subire i lavori forzati nei gulag sovietici e il carcere nella Cecoslovacchia comunista. Soprattutto, però, è stato un uomo dalla profonda fede cattolica e un promotore convinto della fratellanza tra le nazioni.

Nato ai tempi della monarchia austro-ungarica, a Nyitraújlak (oggi Velké Zaluzie in Slovacchia), il 14 marzo 1901, il conte János Esterházy perse il padre da giovanissimo e fu cresciuto dalla madre polacca, Elzbieta Tarnowska, assieme alle sorelle Lujza e Mária. Negli anni trenta scelse di entrare in politica per rappresentare la comunità degli ungheresi della Cecoslovacchia.

Fu presidente del Partito cristiano sociale, ispirato dai principi della Rerum novarum, e deputato al parlamento di Praga e poi a quella di Bratislava. Guidato dalla sua fede cristiana e dalla convinzione circa la necessità di una riconciliazione tra cechi, slovacchi e ungheresi, il suo obiettivo politico fu quello della realizzazione di quanto i trattati di pace di Versailles assicuravano alle minoranze nazionali dei vari paesi. Fu così che si batté non solo per gli ungheresi della Cecoslovacchia ma anche per gli slovacchi dell’Ungheria. Karl Schwarzenberg, già ministro degli Affari esteri della Repubblica Ceca lo volle perciò ricordarecome “uno dei politici più onesti dell’Europa centrale”.

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Nel discorso pronunciato durante l’evento Monsignor Jędraszewski ha evidenziato che la vita e il martirio di János Esterházy hanno confermato nella fede tutti coloro che ha incontrato. Ha ricordato anche la figura di San Giovanni Paolo II, che ha incoraggiato a raccogliere le informazioni sui martiri del XX secolo e a farli conoscere al mondo, con il loro modo di vivere la vera libertà.

Poche settimane prima Monsignor Marek Jędraszewski ha nominato postulatore della causa di beatificazione di Esterházy il francescano polacco P. Pawel Cebula OFM Conv, provinciale dei Frati Minori in Ungheria e Transilvania.