ACCOLTO A BALLABIO IL PARROCO DON BENVENUTO

BALLABIO – Una grande festa quella organizzata dai fedeli ballabiesi per don Benvenuto Riva a cui si sono uniti più di 200 abitanti di TabiagoNibionno, città natale del neo parroco, e di Pieve Emanuele dove don Riva ha svolto il suo ministero in precedenza, arrivati in paese con tre autobus e molti anche in auto. Una cerimonia intensa, iniziata con la preghiera nella chiesa della Beata Vergine Assunta, gremita di parrocchiani, dove il sacerdote assieme a don Luigi Bianchi parroco di Nibionno, ha voluto affidare alla Madonna la sua missione a Ballabio.

Quindi il sacerdote è sceso in piazza Hillion dove è stato accolto dalle autorità e dal sindaco Alessandra Consonni coi quali ha raggiunto il sagrato della parrocchiale di San Lorenzo. Ad attenderlo c’erano 13 presbiteri e due diaconi tra cui il vicario don Maurizio Rolla, don Angelo Bellati missionario in Zambia con don Riva e don Alfredo Comi che non ha mai dimenticato la sua permanenza a Ballabio. La processione guidata da numerosi chierichetti e cerimonieri sia di Ballabio che di Nibionno, è uscita puntuale alle 17:30 dalla casa parrocchiale di San Lorenzo accompagnata dalla Banda Risveglio e presieduta dal vicario, per entrare in chiesa e una intensa liturgia ha presentato ai fedeli il futuro parroco.

Nell’omelia di don Benvenuto nessuna promesse programmatiche piuttosto un semplice: “Mi presenterò, io sono così, occorre accettarci reciprocamente nella verità. Vi sarete chiesti come sarà il nuovo parroco, perché fa così, che senso ha quella scelta lì. Vorrei darvi delle chiavi di lettura di quello che mi impegnerò a fare, di quello che cercherò di fare. Ho due convinzioni principali forti che originano dal mio passato sia in Italia che in Africa. La prima convinzione molto forte ruota attorno alla Parola: di Dio, del Vangelo. Bibbia ma sempre la Parola. In principio era la parola pensando al Verbo, a Gesù, ma poi quella Parola semplice che Gesù paragona al granello di senape, un granello quasi invisibile. Sono convinto che la Parola è potente, lavora, ha una forza straordinaria ed è bene lasciarla lavorare. Ha la forza dell’acqua che penetra nel terreno e che fa germogliare i fiori ed i frutti. Ha la forza del seme. La potenza della parola che purifica i cuori da sola, che da forza alle persone”.

Don Giovanni e don benvenuto

Don Giovanni e don Benvenuto

Quindi il parroco di Ballabio ha proseguito: “Io mi devo impegnare a seminarla questa Parola, a distribuirla. Non è molto legata alle scelte pastorali. È proprio una questione di vita, di vita quotidiana. Vi prometto di seminare questa Parola che si inserisce bene nel Vangelo di oggi. Quello che conta è la vita eterna. Io penso al valore della vita? So che questa vita non può bastare anche se dovessimo vivere 100 anni tutti felici senza problemi. Che senso avrebbe? Se poi devo morire? Quello che conta è la vita eterna da amare, da desiderare. Perché senza quella i nostri giorni non hanno più senso. Dio è stato così buono da indicarci la strada”.

Inoltre don Riva ha voluto consegnare ai fedeli ballabiesi le parole del card. Roger Etchegaray colaboratore di Benedetto XVI e Giovanni Paolo II “Io vado avanti come un’ asino… Sì, proprio come quell’animale che un dizionario biblico così descrive: “L’asino della Palestina è molto robusto, sopporta bene  il caldo, si nutre di cardi:  ha una forma di zoccoli che rende molto sicuro il suo camminare, costa poco il  mantenerlo. I suoi unici difetti sono la testardaggine  e la pigrizia”. Io vado avanti come l’asino di Gerusalemme che, in quel giorno della festa delle Palme, divenne la cavalcatura regale e pacifica del Messia. Io non so granché, ma una cosa so: so di portare Cristo sul  mio dorso e la cosa mi rende molto orgoglioso. Io lo porto, ma è lui che mi guida. So che mi conduce verso il suo regno, dove sarò a mio agio per sempre in verdi pascoli. Io vado avanti a passettini, per sentieri scoscesi, lontano dalle autostrade, dove la velocità impedisce di riconoscere cavalcatura e cavaliere. Chissà quanto si sente sballottato il mio Signore quando inciampo contro un sasso! Ma lui non mi rinfaccia mai niente. La sua gentilezza e pazienza con me sono meravigliose: mi  lascia il tempo di salutare l’incantevole asina di Balaam, di sognare davanti a un campo di spighe, di dimenticarmi persino di portarlo. Io vado avanti in silenzio: è incredibile come di comprendiamo anche senza parlare! Le uniche parole che  ho capito bene sembrano essere state dette apposta per me e io so quanto sono vere: “Il mio giogo è dolce e il mio carico leggero”. Io vado avanti nella gioia. Quando voglio cantare le sue lodi,  faccio un baccano del diavolo: io canto stonato. Lui,  allora, ride, ride di cuore e il suo riso trasforma le strettoie del mio cammino in piste da ballo e i miei pesanti zoccoli in sandali alati. Io vado avanti come un asino che porta Cristo sul dorso“.

Il sindaco Consonni ha accolto don Benvenuto a nome del paese affermando: “Al nuovo parroco don Benvenuto Riva l’augurio e le preghiere perchè possa sentirsi sempre, come ha detto nella sua bella omelia, lezione di umiltà cristiana, l’asino di Gerusalemme che, in quel giorno della festa delle Palme, divenne la cavalcatura regale e pacifica del Messia, portando il Signore a tutti noi. Un grazie di cuore a don Gianbattista Milani per gli anni da parroco, dotto e fedele, trascorsi tra noi.”

La Comunità ha regalato al neo parroco una stola finemente ricamata. Un partecipatissimo rinfresco organizzato dagli Alpini, dal CAI e dai fedeli, rallegrato con i canti del coro dei Vous de la Valgranda ha concluso l’intenso pomeriggio.