DON BENVENUTO COMMENTA IL VANGELO DI DOMENICA

Domenica scorsa abbiamo sentito con quanta chiarezza Giovanni ha detto: “Viene dopo di me colui che è più forte di me. Io vi ho battezzato con acqua ma egli vi battezzerà in Spirito Santo.” Con la stessa fermezza aveva richiamato il re Erode: “Non ti è lecito prendere la moglie di tuo fratello”. Per questo Erode lo arrestò e lo mise in prigione. Ma i suoi discepoli potevano andare a visitarlo e gli riferivano cosa stava succedendo fuori, tra il popolo.

Per esempio, tra il popolo girava la voce a proposito di Gesù: “Un grande profeta è sorto fra noi” e anche “Dio ha visitato il suo popolo”. Gesù di Nazareth stava diventando sempre più famoso per tutta quanta la Giudea e in tutta la regione circostante. Gesù, nella cittadina di Nain, era arrivato al punto di fermare un funerale. Stavano andando a seppellire il figlio unico di una madre vedova. Preso da compassione, vedendo quella donna nel dolore, le disse: “Non piangere!”. Poi
disse al morto: “Ragazzo, dico a te, alzati!”. Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre.
Ma sentendo queste cose Giovanni, in prigione, viene assalito da un dubbio che per uno come lui deve essere stato terribile: “Mi sono forse sbagliato? I peccatori venivano a me per essere battezzati. Io li ho invitati ad andare da lui per ricevere il perdono dei loro peccati. Come mai questo Gesù non dona lo Spirito Santo per il perdono dei peccati? Come mai va in mezzo alla gente e diventa un personaggio famoso, lodato da tutti? E come mai ora, dopo che ho parlato di lui,
sono qui in prigione?”

Non meravigliamoci che anche per Giovanni sia venuto un momento di buio spirituale che anche Gesù proverà nel Getsemani e al Calvario. I santi sono passati attraverso questo buio in cui ci si sente abbandonati e non si vede davanti a sé la luce e la strada da percorrere. Non meravigliamoci neanche per noi quando attraversiamo momenti difficili e sembra che Dio sia lontano e non ci ascolti: è il momento della prova durante il quale la nostra fede e il nostro amore si purifica e diventano più grandi. E nella prova Dio non abbandona i suoi figli.

Così anche Gesù non rimprovera assolutamente Giovanni che ha dubitato di lui, anzi si fida ancora di più di lui. Gesù sa che Giovanni conosce le Scritture ed è cresciuto nutrendo la sua mente e il suo spirito con gli scritti dei profeti. Allora compie precisamente quello che a suo tempo il profeta Isaia aveva detto: Gesù guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti cattivi e donò la vista a molti ciechi. Insomma Gesù è attento ai poveri e ai loro bisogni, proprio i poveri dimenticati dalle classi al potere sono coloro di cui Dio si prende cura. E Gesù è il segno visibile della cura di Dio per i poveri. In questo modo Gesù è colui che mette in atto le profezie antiche, tutto si compie in Lui.

Ora Gesù si prende cura amorevolmente del suo amico Giovanni e lo incoraggia: “Non hai sbagliato! Hai parlato bene di me! Giustamente hai detto di me che vengo da Dio: infatti, come vedi, sto facendo quello che i profeti antichi avevano scritto di me”.

Questo è lo sguardo con cui noi guardiamo a Gesù preparandoci alla festa del suo Natale: Gesù è colui che conosce la mia povertà ed è pronto a venire in mio aiuto. Ma se sono pieno di me stesso e non ammetto in me alcuna povertà sarà ben
difficile per me conoscere un amico e un salvatore buono come Gesù! Sarà ben difficile gioire per la sua venuta in mezzo a noi!

Isaia 45,1-8 Stillate, cieli, dall’alto e le nubi facciano piovere la giustizia; si apra la terra e
produca la salvezza e germogli insieme la giustizia.
Lettera di san Paolo ai Romani 9,1-5 Essi sono Israeliti e hanno l’adozione a figli, la gloria, le
alleanze, la legislazione, il culto, le promesse; a loro appartengono i patriarchi e da loro proviene
Cristo secondo la carne.
Vangelo secondo Luca 7,18-28 “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”

Don Benvenuto Riva parroco di BallabioDon Benvenuto Riva
Parroco di Ballabio

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–> Avvisi 2 dicembre 2018