Che strano, tutti gli esseri possiedono la capacità di risvegliarsi, di comprendere, di amare e di essere liberi, eppure non lo sanno e si lasciano travolgere dall'oceano della sofferenza.

 

(Siddartha, il Budda)

La maggior parte di noi cerca di sfuggire alla propria sofferenza interiore, cercando di nasconderla, e riempiendo il senso di vuoto dandosi ai consumi. Consumiamo cibo, musica, sesso; a volte ci mettiamo al volante, o facciamo una telefonata per dimenticare la sofferenza che abbiamo dentro. Il mercato ci fornisce molti modi per sfuggire a noi stessi. Scappare però non serve a niente.

Ci vuole coraggio per riconoscere che cos'è che non va e ascoltare a fondo la nostra sofferenza interiore. Per farlo però occorre disporre di forza di volontà ed energia; si tratta dell'energia della consapevolezza, generata respirando e camminando in presenza mentale, per avere la forza e il coraggio di tornare "a casa" da noi stessi, riconoscere la sofferenza interiore ed abbracciarla con tenerezza. Possiamo ascoltare a fondo la nostra sofferenza e perfino parlarle dicendo: "O mia sofferenza, so che ci sei. Sono tornato a casa, mi prenderò cura di te".

A volte soffriamo senza sapere perché: infatti talvolta non conosciamo la natura della nostra sofferenza che forse ci è stata tramandata dai nostri genitori o antenati. Succede infatti che quando nel nostro albero genealogico ci sono traumi irrisolti o segreti o situazioni emotive che non sono state trasformate ci vengono trasmesse, affinché noi, come ultimo anello di una catena, si possano spezzare o tramandare ai nostri figli...

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Il Buddha si era reso conto che l'Uomo va in cerca giorno e notte di quello che già ha dentro di sé.
Si tratta della LIBERTA' autentica, che sta a fondamento di ogni PACE e FELICITA', la possiamo chiamare "natura di Buddha" o natura risvegliata o nel modo come diceva Gesù il "Regno di Dio".

La capacità di essere risvegliati non è una cosa che altri ti possono offrire: si trova già dentro di te.

Ognuno di noi esercita la propria sovranità sul territorio del proprio Essere e dei cinque elementi che lo compongono: FORMA (ossia il corpo), SENSAZIONI, PERCEZIONI, FORMAZIONI MENTALI e COSCIENZA.

 

Una buona pratica per iniziare risvegliare la nostra Coscienza consiste nell'osservare a fondo questi cinque elementi e scoprire la vera natura del nostro essere, la vera natura della nostra sofferenza, della felicità, della pace, l'assenza di paura.
La maggior parte di noi, però, è scappata dal proprio territorio lasciando che prevalesse la confusione e la dis-armonia, così che nascessero conflitti e disordini interiori. Avevamo troppa paura di tornare indietro e affrontare le difficoltà e la sofferenza... Così con il passare del tempo le problematiche si incancreniscono e la sofferenza si fa sempre più pesante!

Ogni volta che abbiamo un quarto d'ora libero, o un'ora o due, per abitudine ci mettiamo a usare il cellulare, il computer o a guardare passivamente la televisione, ascoltiamo musica, ci diamo alla conversazione, tutto questo per dimenticare e sfuggire la realtà ed i messaggi che gli elementi che costituiscono il nostro essere.
Pensiamo: "Sto troppo male, ho troppi problemi. Non voglio più tornare ad occuparmi di loro..."

Per rivendicare la sovranità del nostro territorio e trasformare gli elementi di cui siamo fatti, occorre coltivare l'energia della Consapevolezza; è questa a darci la forza di tornare a noi stessi, ed è un'energia reale, concreta.
Quando pratichiamo la camminata consapevole, i nostri passi stabili e pacifici coltivano in noi l'energia della consapevolezza, riportandoci al momento presente. Quando ci sediamo a meditare e seguiamo il respiro, consapevoli dell'inspirazione e dell'espirazione, stiamo coltivando in noi l'energia della consapevolezza. Quando consumiamo un pasto in consapevolezza investiamo l'intero nostro essere nel momento presente e siamo consapevoli del cibo e di coloro che mangiano con noi.
Possiamo coltivare l'energia della consapevolezza qualunque cosa si stia facendo: che si lavori o si facciano le pulizia, perfino nel momenti di intimità con la persona amata.
Ci bastano pochi giorni di questa pratica per accrescere in noi l'energia della presenza mentale, la quale ci aiuta, ci protegge e ci dà coraggio di tornare a noi stessi, a vedere e ad abbracciare quel che si trova nel nostro territorio interiore.

La liberazione e la salvezza dalle sofferenze non possono venirti da nessun altro se non da te stesso.