Cataratta

Che cos’è una cataratta?

Si intende per cataratta una qualsiasi opacità della lente, che impedisce il raggiungimento della luce sulla retina. Si può sviluppare in uno solo o in entrambi gli occhi e, in casi gravi, portare alla cecità. La cataratta può presentarsi con diverse forme e dimensioni. È difficile prevederne l’evoluzione, che può essere molto lenta o estremamente veloce.

Quali sono le cause della cataratta?

Le cataratte possono essere ereditarie o secondarie a traumi oculari, ad infiammazione intraoculare e a malattie come il diabete mellito. Le cataratte che si sviluppano senza apparenti altri segni di patologie sistemiche ed oculari sono presumibilmente di natura ereditaria. La maggior parte delle cataratte negli animali da compagnia è di natura ereditaria e può essere trasmessa alla progenie, con una frequenza molto più alta nel cane che nel gatto. Molti cani diabetici svilupperanno una cataratta ed andranno incontro a cecità nell’arco di alcune settimane.

Perché si sviluppa la cataratta nei cani diabetici?

Normalmente la lente assume glucosio dal liquido oculare per il proprio fabbisogno energetico. L’eccesso di glucosio viene convertito in sorbitolo. Se c’è un eccesso di glucosio nei fluidi oculari, si produrrà un eccesso di sorbitolo e fruttosio, che richiameranno acqua all’interno della lente, distruggendone le fibre (le fibre si trasformano da solubili ad insolubili) e causandone la perdita della trasparenza. 

Qual è il trattamento per la cataratta?

Attualmente nessun trattamento medico è stato scientificamente provato come valido ed efficace per rallentare la progressione della cataratta, né per prevenirne la formazione o eliminare le opacità della lente causate dalla cataratta. L’unico trattamento possibile è la rimozione chirurgica della lente catarattosa, sia per gli animali che per l’uomo.

Cosa fare se si sospetta una cataratta?

Se sospettate la formazione di cataratta ad uno od entrambi gli occhi del vostro animale, è necessario sottoporlo quanto prima ad una visita specialistica, per un’esatta valutazione del tipo di cataratta e della prognosi ai fini della chirurgia. Le cataratte possono essere classificate in base al periodo di insorgenza, alla causa e allo stadio di sviluppo. Se la cataratta non è ancora completa, è possibile esaminare la retina e le altre strutture dell’occhio. Se invece è una cataratta completa, potrebbe non essere possibile l’esame delle strutture dietro la lente catarattosa. Inoltre quanto prima esaminiamo un caso di cataratta , tanto prima possiamo controllare l’infiammazione intraoculare che spesso accompagna la formazione della cataratta (uveite lente indotta).

Cosa si intende per cataratta matura?

La maturità di una cataratta è direttamente proporzionale al deficit visivo dell’animale. Poiché non è possibile fare una diretta valutazione della vista attraverso la lettura da parte dell’animale, così come avviene per le persone, si valuta il riflesso e il colore della zona tappetale (segmento posteriore dell’occhio). Se l’assenza di visibilità del tappeto è inferiore al 10% non sussistono significativi deficit visivi (cataratta incipiente). Se dal 10% al 50% si definisce cataratta immatura precoce. Dal 51% al 99% è una cataratta immatura tardiva. La completa assenza di visibilità del riflesso tappetale ci indica che la cataratta è matura.  Idealmente la rimozione della cataratta dovrebbe avvenire nello stadio precoce di cataratta immatura per ridurre drasticamente le complicazioni chirurgiche.

Cosa valutiamo durante una visita oculistica per la cataratta?

Si valuta l’estensione e la densità della cataratta, ossia della opacità lenticolare, la rapidità di formazione, presenza e gravità di infiammazione intraoculare ed il probabile deficit visivo. In base ai nostri riscontri, consiglieremo o no di fare l’intervento. L’intervento si consiglia in quei pazienti nei quali il deficit visivo è significativo. Il concetto popolare che una cataratta debba maturare prima di essere sottoposta ad intervento chirurgico è assolutamente errato. Infatti cataratte che non sono presenti da molto tempo hanno una prognosi decisamente migliore e complicazioni post-operatorie ridotte, rispetto a cataratte di vecchia data. Di solito si raccomanda la chirurgia di entrambi gli occhi simultaneamente se entrambi affetti. Esistono patologie oculari che rappresentano una controindicazione alla chirurgia, ossia le patologie retiniche, il glaucoma ed alcune patologie corneali gravi. Altre patologie oculari, devono essere controllate e trattate prima dell’intervento, ma non ne pregiudicano la riuscita e sono: l’uveite lente indotta, la cheratocongiuntivite secca e alcune patologie palpebrali.

Cosa comporta l’intervento di cataratta? 

Innanzi tutto bisogna scegliere dei buoni candidati all’intervento. I pazienti devono essere in buone condizioni di salute generale, se diabetici devono avere la glicemia sotto controllo e se femmine intere se ne consiglia la precedente sterilizzazione. Inoltre è importante che il paziente sia collaborativo, ossia che il proprietario sia in grado di eseguire la terapia pre e post-operatoria in maniera costante e scrupolosa e lo specialista sia in grado di eseguire i diversi controlli post-chirurgici. Tutti i pazienti saranno sottoposti ad analisi emato-biochimiche e valutazione cardiaca, ai fine della anestesia. Il successo dell’intervento è strettamente correlato alle cure post-chirurgiche.

Cosa valutiamo prima dell’intervento?

A seguito della visita specialistica saranno eseguiti due test valutativi e indispensabili ai fini della chirurgia:  1. ecografia oculare; 2. elettroretinografia (ERG); Sono due test che valutano rispettivamente le condizioni della retina e la sua funzionalità elettrica. Se non vengono riscontrate patologie generali e oculari, si può procedere con l’intervento. Quindi viene stabilita la data dell’intervento ed una terapia pre-chirurgica da eseguire a casa qualche giorno prima dell’intervento. L’intervento avviene in Day Hospital, i proprietari devono portare tutti i farmaci prescritti con loro ed il collare elisabettiano. Il paziente verrà monitorato subito dopo la chirurgia e dimesso in giornata.

Come avviene l’intervento?

La cataratta viene rimossa mediante FACOEMULSIFICAZIONE, tecnica usata anche in campo umano. Si esegue un’incisione di pochi millimetri sulla cornea e con l’impiego di un apparecchio ad ultrasuoni (facoemulsificatore) viene frammentato il cristallino catarattoso ed aspirato all’interno della sua capsula, al suo posto viene inserita una lente artificiale. L’impianto della lente artificiale può ridurre la probabilità di ricrescita della lente, che si potrebbe verificare negli animali molto giovani. Non sempre è possibile l’inserimento della lente artificiale, l’idoneità sarà stabilita nel corso dell’intervento.

Com’è la visione dopo l’intervento?

La rimozione della cataratta consente un rapido e notevole ripristino della funzionalità visiva del paziente. Alcuni cani necessitano di più tempo di altri e l’impianto della lente artificiale migliora la rapidità e l’accuratezza della visione del vostro animale. In quei casi dove non è stato possibile l’inserimento della lente, l’immagine vista attraverso la retina sarà leggermente più larga e meno distinta del normale. La visione da lontano migliorerà notevolmente mentre quella da vicino sarà meno accurata. Comunque la maggior parte dei proprietari non notano la differenza.

Qual è la percentuale di successo?

Se l’intervento è eseguito su candidati ideali, al momento opportuno e seguendo scrupolosamente il periodo post-chirurgico, la percentuale di riuscita è di circa l’85-90%. Per successo si intende il ripristino della funzionalità visiva.  Durante il periodo post-chirurgico, i pazienti possono presentare delle complicazioni che, per la maggior parte possono essere risolte con successo se trattate in maniera tempestiva ed appropriata. Se il paziente è ad alto rischio di complicazioni post-chirurgiche se ne discuterà prima dell’intervento.

La cataratta recidiva?

Poiché noi togliamo interamente tutte le fibre lenticolari durante la chirurgia, la cataratta nei cani adulti non recidiva, sebbene in alcuni casi la cicatrizzazione della capsula crea delle opacità intorno alla lente che possono dare l’impressione di una nuova cataratta. Nei cani molto giovani, poiché la formazione della lente continua, vi è una bassa percentuale di recidiva.

Quanti controlli devo fare nel mio animale dopo la chirurgia?

I controlli vengono effettuati il 1°, 3°, 5°, 7°, 10° giorno dopo l’intervento, poi a 2 e 4 settimane. I successivi saranno al 45° giorno, a 3 mesi, 6 mesi e poi a cadenza annuale per monitorare le eventuali complicazioni a lungo termine.

Che tipo di cure sono necessarie dopo l’intervento?

Il paziente deve categoricamente indossare il collare elisabettiano. Sarà necessaria una terapia con cortisonici e antibiotici topici, sotto forma di colliri, per settimane o mesi dopo la chirurgia. Antinfiammatori e antibiotici per via sistemica per giorni o mesi, colliri per dilatare la pupilla, eventualmente colliri per mantenere la pressione intraoculare piuttosto bassa (se necessario).

Follow up di cani operati di cataratta ereditaria con impianto di lente IOL (lente intraoculare).

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