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Baldino: "ARCI ha condizionato, nel bene e nel male, la vita culturale spezzina" In evidenza

Massimo Baldino interviene sulla gestione della cultura in città.

Intervengo circa la polemica aperta dall’Arci sulla gestione cultura nella nostra città , a carattere esclusivamente personale, ovvero come semplice cittadino, essendo un operatore culturale che collabora tramite una Associazione di Promozione Sociale, anche con il dipartimento musica del Ministero.


Sono basito e sconcertato nel leggere certe valutazioni relative alla gestione culturale spezzina, specie poi se rapportata al passato.
Sono poi persino indignato al solo pensiero che determinate valutazioni provengano da una associazione strutturata come ARCI che ha, attraverso i suoi mille rivoli e personaggi, fortemente condizionato negli anni, nel bene e nel male, la vita culturale spezzina.


Affermazioni come “il Comune non ha ritenuto di organizzare alcunchè per l’estate spezzina” sono intanto gravissime perché fondamentalmente false ; E dunque partire con un disamina della situazione culturale anteponendovi una falsità già basterebbe a etichettare tutto il tono della nota.


Il ”vuoto culturale assordante” , vorrei precisare, è dal mio punto di vista in questa città, qualche cosa di “atavico”, purtroppo, che si perde in decenni di pessima gestione della cultura stessa da parte di chi ha governato.
Alla base di tutto ciò vi è principalmente l’insana abitudine di avere gestito la cultura e lo spettacolo in modo clientelare e ancor peggio fatemelo dire “amicale”, ritenendo forse questo settore “minore” rispetto ad altri.
I luoghi deputati a coltivare e far crescere la cultura cittadina sono per anni stati assegnati secondo criteri per lo più incomprensibili. Anzi comprensibilissimi, specie a chi ne è risultato sistematicamente escluso.
Alcuni “notabili” hanno per anni pilotato tutto . Dai teatri ai musei, attraverso associazioni, cooperative e quant’altro .


Abbiamo esaltato miti che non esistevano, sdoganando sedicenti attori e professionalità che solo a Spezia potevano trovare una qualche collocazione nel panorama artistico.
E non mi si dica che in tutto questo la politica non ha esercitato un ruolo determinante.


Ora, da un po’ di tempo, pare che fare il “processo alle intenzioni” a chi sta provando a dare input diversi per la gestione almeno degli spazi, sia divenuto lo sport preferito da parte di qualche intellettuale locale... Ci mancherebbe...a pensar male diceva Andreotti si commette peccato ma spesso ci si azzecca.


Tuttavia forse sarebbe meglio farlo almeno dopo e non prima !
Avendo la decenza di aspettare ; tanto più dopo decenni di improvvisazione allo stato puro, tranne che nella spartizione degli incarichi e delle poltrone.
Nella nota diffusa dall’Arci si legge giustamente che la “cultura è lo strumento principale per capire il mondo che ci circonda e combattere l’esclusione”.


Appunto. Farla divenire terra di conquista di pochi escludendo molti altri significa farla divenire “business.”
Business del teatro, business dei luoghi deputati alla creatività e all’insegnamento.


Business : Parolina magica da sempre combattuta, specie quando si parla di arte da una certa sinistra italiana dagli anni sessanta, che contestava persino Guccini quando al Monteverdi esigeva il biglietto, salvo poi farla divenire routine gestionale del potere in privato.


Ho molti amici che da anni fanno volontariato culturale, molti di essi hanno una solida preparazione alle spalle e curriculum di tutto rispetto. Non mi risulta siano mai stati contattati dalle passate amministrazioni per migliorare l’offerta culturale di questa città. Anzi spesso sono stati osteggiati e sistematicamente emarginati.


Non si è mai voluto creare una “fabbrica della cultura” ma piuttosto un piccolo alimentari di famiglia che vendesse la sua stessa affettandola come fosse un salame spesso comprato al supermercato.
E per questo che leggendo la nota dell’Arci mi son chiesto : Ma di cosa stiamo parlando ?? Invece che fare il processo alle intenzioni ci si batta un po’ il petto in segno di pentimento e piuttosto...si inizi a collaborare.


Massimo Baldino
(Operatore culturale – Museo Virtuale del Disco e dello Spettacolo – Sanremo)

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