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Cultura

Viganò torna a parlare: "Il silenzio di Papa Francesco conferma la mia testimonianza. Chi tace acconsente"

Ansa
Ansa 

A un mese dalla pubblicazione del suo memoriale choc, monsignor Carlo Maria Viganò torna ad accusare papa Francesco. Lo fa con un'altra lettera, spedita al sito conservatore statunitense lifesitenews.com e al vaticanista della Rai Aldo Maria Valli "dalla località segreta nella quale vive". Nel testo l'ex nunzio attacca nuovamente il silenzio del pontefice e della Chiesa sul caso del cardinal Theodore McCarrick, da lui stesso sollevato:

"Né il papa, né alcuno dei cardinali a Roma hanno negato i fatti che io ho affermato nella mia testimonianza. Il detto 'Qui tacet consentit' si applica sicuramente in questo caso, perché se volessero negare la mia testimonianza, non hanno che farlo, e fornire i documenti in supporto della loro negazione. Come è possibile non concludere che la ragione per cui non forniscono i documenti è perché essi sanno che i documenti confermerebbero la mia testimonianza?".

Testimonianza che Viganò confessa di aver deciso di rendere solo dopo mesi "di riflessione e preghiera, in un crescendo di continue notizie di terribili eventi", che lo hanno portato a violare il segreto pontificio:

"Cristo è morto per la Chiesa, e Pietro, Servus servorum Dei, è il primo chiamato a servire la sposa di Cristo. Certo, alcuni dei fatti che stavo per rivelare erano coperti dal secreto pontificio che avevo promesso di osservare. Ma la finalità del secreto, anche di quello pontificio, è di proteggere la Chiesa dai suoi nemici, non di coprire e diventare complici di crimini commessi da alcuni suoi membri".

Nel nuovo documento l'ex nunzio va giù duro contro Bergoglio che, a suo dire, non risponde alle accuse per un motivo ben preciso:

"Se avesse detto: 'Viganò ha mentito' avrebbe contestato la mia credibilità e cercato di accreditare la sua. Così facendo però avrebbe accresciuto la richiesta da parte del popolo di Dio e del mondo dei documenti necessari per determinare chi dei due avesse detto la verità. Egli ha invece posto in essere una sottile calunnia contro di me. La non volontà di rispondere e la sua sordità agli appelli dei fedeli ad essere responsabile non è assolutamente compatibile con la sua richiesta di trasparenza e di essere costruttori di ponti e non di muri. Il cardinale DiNardo e gli altri prelati devono dire alla Chiesa in America e nel mondo: il papa si è rifiutato di svolgere un'indagine in Vaticano sui crimini di McCarrick e dei responsabili di averli coperti? I fedeli hanno diritto di saperlo"

Viganò rivolge infine un appello al cardinal Marc Ouellet, che sarebbe in possesso di documenti in grado di confermare la sua versione: "Eminenza, prima che io partissi per Washington, lei mi parlò delle sanzioni di papa Benedetto nei confronti di McCarrick. Lei ha a sua completa disposizione i documenti più importanti che incriminano McCarrick e molti in curia che li hanno coperti. Eminenza, le chiedo caldamente di voler rendere testimonianza alla verità!".

Su quanto scritto da Viganò si è espresso il presidente della Cei Gualtiero Bassetti, intervistato dal Fatto Quotidiano: "Quello che ha scritto Viganò è assurdo, soprattutto è assurdo il modo. Se vuoi scrivere un documento secondo verità non usi uno stile che lascia intravedere la minaccia. Se fai una cosa del genere in una denuncia in procura, incriminano te, non chi vuoi infangare". Il cardinale ha poi annunciato la prossima mossa della curia romana: "Dal Vaticano presto avremo una risposta dettagliata. Il Papa ha fatto bene a non avere una reazione immediata, ma ci sono gli elementi per smontare quelle falsità".

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