Comunicazione non verbale, diverse aree e strategie vincenti per il formatore efficace

Comunicazione non verbale

Sappiamo benissimo che la Comunicazione non è solo parole… esistono altre strategie per comunicare e relazionarsi. Tra queste il canale non verbale esprime, spesso in modo inconsapevole per noi, un grande potere di “engagement”.

Le domande che spesso ci facciamo sono: Come deve proporsi il formatore in aula?  Come deve gestire il linguaggio del corpo?
 Infatti non smettiamo mai di comunicare, nemmeno quando siamo in silenzio. Il nostro corpo continua infatti a parlare e a lanciare messaggi al nostro.
Ci sono alcuni àmbiti di riferimento molto importanti che vanno certamente potenziati e approfonditi. Una particolare attenzione, negli ultimi anni, si sta riconoscendo alla  cinesica, alla prossemica e al contatto oculare, tutte “sotto-aree” della Comunicazione non verbale.

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La cinesica è la scienza che studia il linguaggio del corpo

C’è ben altro oltre a quello che viene comunicato attraverso le parole… esistono una serie di altri messaggi che veicoliamo attraverso i movimenti del corpo. Si tratta di segnali prevalentemente inconsci, involontari o destinati ad accompagnare e rafforzare  un discorso. E’ importantissimo che un soggetto, osservando il suo interlocutore compiere dei gesti, possa in questo modo raccogliere feedback di qualità come sensazioni, informazioni e impressioni.

Numerosi esperti delle scienze sociali hanno dimostrato che con le parole si può mentire, ma con la gestualità del corpo proprio no, poiché questa ha a che vedere con un mondo inconscio, difficilmente controllabile dalla volontà raziocinante. Una caratteristica importante dei movimenti cinesici è l’universalità… ci sono gesti ed espressioni che, in genere, sono condivisi da tutti i popoli della terra.

Ecco il valore strategico che la cinesica assume nel campo della formazione e dell’educazione scolastica; è molto importante comunicare (e veicolare concetti e informazioni) non solo attraverso le parole, ma anche attraverso la gestualità e la mimica facciale. In aula i concetti saranno così rafforzati e veicolati in modo più efficace.
L’insegnante dovrebbe usare il “non verbale” per sostenere e rafforzare il suo lavoro, usando il proprio corpo come uno strumento che possa favorire un clima di condivisione e positività, non certo di chiusura e incertezza.

Attenzione all’espressione del volto: chi interagisce mantenendo sempre la stessa espressione del viso, risulta poco efficace e spesso noioso, rispetto a chi accompagna i propri contenuti con sorrisi e cambiamenti repentini della mimica facciale. 

La Prossemica e lo spazio attorno a noi

La prossemica è, invece, una scienza giovanissima che cerca di spiegare come ci relazioniamo con lo spazio intorno al nostro corpo.
Il comportamento di un soggetto nello spazio può cambiare, caso per caso, e fa riferimento alle zone intorno al corpo della persona che  si chiamano zone o aree personali. La sua dimensione tende a variare a seconda della cultura di riferimento e a seconda del contesto sociale in cui ci troviamo. Ogni contesto infatti ha le sue regole. 

Nel campo dell’educazione, è opportuno che il formatore non stia in posizioni di eccessiva chiusura; va proposto un atteggiamento aperto e accogliente, e non pauroso e chiuso. Per aumentare il livello di fiducia e di coinvolgimento dei ragazzi, soprattutto alla luce delle grandi trasformazioni che la didattica sta subendo negli ultimi anni, potrebbe essere utile che il formatore non rimanga trincerato dietro una cattedra, interponendo distanza. Per abbattere le “pareti ideali” che spesso si creano e bloccano le relazioni,  è utile che l’insegnante si sposti e si muova in direzione degli alunni, facendosi percepire in questo modo come aperto e disponibile.


La gestione dello sguardo
Un altro aspetto da curare con grande attenzione sono gli  sguardi e il contatto visivo.
La gestione del contatto oculare è fondamentale in quanto possiamo davvero stabilire connessioni oppure creare muri! Con gli occhi si potrà raccogliere continuamente informazioni utili riguardanti il livello di attenzione, il consenso e i feedback relativamente agli argomenti didattici. Riuscire a gestire gli sguardi è importante per riuscire a stabilire una sorta di rapporto emotivo con ciascun interlocutore in classe, che così si sentirà molto più coinvolto e valorizzato.
Lo sguardo è, esso stesso un feedback potentissimo.

In conclusione, le trasformazioni profonde nel campo dell’istruzione e della formazione stanno  portando a cambiamenti impattanti nella professione dell’insegnamento.. ecco perché lo studio e la formazione, relativamente alla Comunicazione non verbale, possono davvero concedere a chi vuole intraprendere quest’attività, un “set di strumenti” utili a perfezionarne l’efficacia personale.