“Ascoltare e mettere in pratica la Parola di Dio, ecco il programma di vita del cristiano”

20 gennaio 2019 | 12:15
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“Ascoltare e mettere in pratica la Parola di Dio, ecco il programma di vita del cristiano”

All’Angelus la preghiera di Papa Francesco per l’attentato alla Scuola di Polizia in Colombia, poi la presentazione della piattaforma ufficiale della Rete Mondiale di Preghiera del Papa: Click To Pray

Città del Vaticano – “Servire il Signore significa ascoltare e mettere in pratica la sua parola. È la raccomandazione semplice ed essenziale della Madre di Gesù, è il programma di vita del cristiano“.

Così Papa Francesco spiega il brano evangelico delle “Nozze di Cana”, il primo dei miracoli compiuti da Gesù. Tanti i pellegrini accorsi in piazza San Pietro – incuranti del freddo e della pioggia battente – per la preghiera dell’Angelus, ai quali il Pontefice fa notare come “tutto il mistero” di questo prodigio (la trasformazione dell’acqua in vino durante un banchetto nuziale) “si fonda sulla presenza di questo sposo divino che comincia a rivelarsi. Gesù si manifesta come lo sposo del popolo di Dio, annunciato dai profeti, e ci svela la profondità della relazione che ci unisce a Lui: è una nuova Alleanza di amore“.

“Segni” d’amore

L’evangelista Giovanni, sottolinea il Santo Padre, chiama “segni” e non miracoli i prodigi compiuti da Cristo, “perché Gesù li fece non per suscitare meraviglia, ma per rivelare l’amore del Padre“.

“Non è casuale che all’inizio della vita pubblica di Gesù si collochi una cerimonia nuziale – aggiunge il Pontefice -, perché in Lui Dio ha sposato l’umanità: è questa la buona notizia, anche se coloro che l’hanno invitato non sanno ancora che alla loro tavola è seduto il Figlio di Dio e che il vero sposo è Lui”. Bergoglio passa poi a spiegare il senso del simbolo del vino, che è al centro di questo miracolo.

Proprio quando la festa è al culmine, il vino è finito; la Madonna se ne accorge e dice a Gesù: “Non hanno vino”. Le Scritture, specialmente i Profeti, indicavano il vino come elemento tipico del banchetto messianico (cfr. Am9,13-14; Gl 2,24; Is25,6). L’acqua è necessaria per vivere, ma il vino esprime l’abbondanza del banchetto e la gioia della festa. Trasformando in vino l’acqua delle anfore utilizzate “per la purificazione rituale dei Giudei” (v. 6), Gesù compie un segno eloquente: trasforma la Legge di Mosè in Vangelo, portatore di gioia.

Ascolto e servizio

Le parole che Maria rivolge ai servitori, prosegue il Papa, “vengono a coronare il quadro sponsale di Cana: ‘Qualsiasi cosa vi dica, fatela’“. Parole, aggiunge Francesco, che la Madonna rivolge anche a noi oggi: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela”.

Questa frase, fa notare il Santo Padre, è “una preziosa eredità che la nostra Madre ci ha lasciato. E in effetti a Cana i servitori ubbidiscono”.

In queste nozze, davvero viene stipulata una Nuova Alleanza e ai servitori del Signore, cioè a tutta la Chiesa, è affidata la nuova missione: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela”. Servire il Signore significa ascoltare e mettere in pratica la sua parola. È la raccomandazione semplice ed essenziale della Madre di Gesù, è il programma di vita del cristiano.

In altre parole, per un cristiano “attingere dall’anfora equivale ad affidarsi alla Parola e ai Sacramenti per sperimentare la grazia di Dio nella nostra vita”.

La preghiera per la Colombia e la Gmg

Dopo la benedizione, il pensiero del Papa va al popolo colombiano, al quale esprime vicinanza “dopo il grave attacco terroristico di giovedì scorso alla Scuola nazionale della Polizia”. “Prego per le vittime e per i loro familiari, e continuo a pregare per il cammino di pace in Colombia”, assicura il Pontefice.

Ai tanti fedeli che sfidano il maltempo chiede di pregare per la Giornata Mondiale della Gioventù, che si svolgerà a Panama dal 22 al 27 gennaio: “Vi chiedo di pregare per questo evento molto bello e importante nel cammino della Chiesa”.

Click To Pray

Nei prossimi giorni sarà pubblicato il Messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, che quest’anno contiene una riflessione sulle comunità della rete e la comunità umana.

Internet e social media sono una risorsa del nostro tempo – dice il Papa -; un’occasione per stare in contatto con gli altri, per condividere valori e progetti, e per esprimere il desiderio di fare comunità. La rete può aiutarci anche a pregare insieme“.

Il Pontefice presenta quindi la piattaforma ufficiale della Rete Mondiale di Preghiera del Papa: “Click To Pray”: “Qui inserirò le intenzioni e le richieste di preghiera per la missione della Chiesa”.

Ai giovani chiede di scaricare l’app “Click To Pray“, “continuando a pregare insieme a me il rosario per la pace, particolarmente durante la Giornata Mondiale della Gioventù a Panamá”.

Una società senza colonizzazioni ideologiche

Prima dei saluti, il Santo Padre ricorda che il 24 gennaio si celebra la prima Giornata Internazionale dell’Educazione, istituita dalle Nazioni Unite “per evidenziare e promuovere il ruolo essenziale dell’educazione nello sviluppo umano e sociale”.

Incoraggio, in questo ambito, lo sforzo dell’Unesco per far crescere nel mondo la pace mediante l’educazione, e auspico che questa sia resa accessibile a tutti e che sia integrale, libera da colonizzazioni ideologiche. Una preghiera e un augurio a tutti gli educatori e le educatrici: buon lavoro!

Infine, l’immancabile saluto: “A tutti auguro una buona domenica. Per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci!”.

(Il Faro online)