“Ci vorrà ancora un po’ di tempo, ma accadrà”. In un’intervista a Newsweek Beppe Grillo si dice convinto che “possiamo trovare un accordo”. La via per raggiungere l’intesa, secondo il fondatore del M5s, è puntare “a ridurre le imposte per le piccole e medie imprese” e “a un reddito di cittadinanza“, quindi a “migliorare la vita delle persone”.

Temi caldi – Dichiarazioni, quelle del fondatore dei Cinque Stelle, rilasciate il 20 aprile prima del suo spettacolo Insomnia ad Ancona, nell’ultimo giorno del mandato esplorativo della presidentessa del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati per tentare di trovare un accordo che coinvolgesse tutto il centrodestra. L’intervista, in edicola il 14 maggio, viene rilanciata dal blog del garante nel pieno della discussione con la Lega – proprio l’unico pezzo della coalizione con cui Di Maio insisteva in quei giorni di voler dialogare – per trovare un accordo che permetta di dare un governo al Paese. E tocca molti dei temi caldi del contratto che le due forze politiche stanno cercando di stendere.

“Sì al referendum consultivo” – Sull’Unione Europea, Grillo si dice nuovamente favorevole a un “referendum consultivo” sull’Euro. Un concetto già espresso il 4 maggio scorso, con Luigi Di Maio che aveva definito il fondatore “uno spirito libero” e assicurato che la posizione dei pentastellati non sarebbe cambiata. “Potrebbe essere una buona idea avere due Euro, per due regioni economiche più omogenee – si legge nell’intervista – Uno per l’Europa settentrionale e uno per l’Europa meridionale”.

“Ue disfunzionale” – L’Unione europea “in passato aveva molti meriti, ma ora è disfunzionale, ha bisogno di riforme”, spiega. Il Parlamento europeo “non ha alcun potere, le decisioni sono prese dai commissari” e “se si guarda a chi siede nelle commissioni, si trova un politico circondato da sette lobbisti”. La visione del M5s per l’Europa, aggiunge, “si ispira al modello svizzero di democrazia diretta“.

“Flussi migratori da controllare” – Parlando di immigrazione, invece, il garante dice che “devono essere controllati” perché “dobbiamo sapere chi entra in Italia” e, riferendosi alle ong, sostiene che “il problema non dovrebbe essere lasciato a gruppi non governativi sovradimensionati”. Altro tema caldo nel confronto con la Lega per la formazione del governo è quello legato ai rapporti con Mosca. Secondo Grillo, Vladimir Putin è “certamente una persona che ha idee chiare, non lo temo affatto”. La Russia, spiega, “vuole fare commercio, non la guerra” e “l’antiputinismo ci costa miliardi in sanzioni”. Sul paragone proposto da Newsweek tra lui e Donald Trump, entrambi provenienti dal mondo dello spettacolo, Grillo osserva “che i media mainstream erano così totalmente contro di lui che, alla fine, lo hanno aiutato. Lo stesso è accaduto con il Movimento Cinque Stelle. I media hanno ottenuto l’opposto di quanto mirassero. Lo stesso è accaduto con Brexit“.

Il suo ruolo nel M5s – Riguardo al suo ruolo all’interno del M5s, il garante si definisce un “mecenate”: “Avete mai sentito parlare de “La mossa dell’immortale” durante una partita a scacchi? Quando un giocatore sacrifica i pezzi più importanti per vincere con una sola pedina? Questo è il mio caso. Sono una sorta di padre nobile, un mecenate”. Grillo assicura che “lo osservo dall’esterno e interverrei solo se si perdessero di vista i principi“. Fondamenti di sinistra o di destra? “Come il populismo sono concetti privi di senso. Incomprensibili per le nuove generazioni – spiega – L’intelligenza artificiale sta distruggendo il mondo del lavoro tradizionale. I vecchi Stati nazionali sono stati svuotati dall’interno e stiamo tornando all’era delle Città-Stato“.

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