Mura alte dodici metri e spesse due: a vederlo da fuori sembra più una fortezza che un luogo di culto, ma il monastero di Santa Caterina, nella penisola del Sinai, ha dovuto resistere per più di quindici secoli in un luogo isolato e pericoloso, in mezzo a infinite guerre e invasioni e sotto la costante minaccia dei predoni del deserto, quindi quest’oasi di pace è giustificata se ha voluto proteggersi per bene. Comunque gode di una specialissima raccomandazione: Maometto in persona ha sentenziato che nessuno avrebbe dovuto toccare il monastero, non in nome dell’Islam per lo meno; si conserva persino una lettera autografa del Profeta che intima il divieto. Gli studiosi di carte antiche potrebbero disputare l’autenticità di quel documento, ma il monito è stato preso sul serio per secoli ed è questo che conta.

Mosè e il roveto ardente come raffigurati all’interno del monastero

Nelle fotografie qui sopra due scorci del monastero e un cammello, o dromedario, accovacciato all’esterno, che sembra dire: beh, che cosa volete da me?

Del resto l’evento celebrato dal monastero di Santa Caterina, cioè il primo dialogo fra Dio e Mosè, non riguarda solo il Cristianesimo ma prima ancora l’Ebraismo e in seguito l’Islam, che si considera continuatore di quelle tradizioni: il sito si trova dove Iddio parlò in forma di roveto ardente. Nell’anno 328 dopo Cristo una prima chiesetta fu realizzata qui per desiderio di Sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino; dal 527 un altro imperatore, Giustiniano, aggiunse diversi edifici e fece cingere il tutto da mura poderose. Quando subentrarono i musulmani si limitarono a ricavare nel perimetro del monastero una piccola moschea, che però fa mero atto di presenza e in tutti questi secoli non è mai stata aperta al culto.

La chiesetta che è il cuore religioso del monastero di Santa Caterina e l’esteno del sito, con le pendici rocciose che cominciano a svilupparsi subito al di fuori delle mura

COME ARRIVARE E DOVE ALLOGGIARE

Nei pressi del monastero di Santa Caterina si trovano alcune strutture alberghiere economiche adatte al soggiorno dei pellegrini; ma se siete dei semplici viaggiatori e non avete motivi religiosi per una permanenza prolungata, il modo appropriato per visitare questo sito è fare andata e ritorno nell’arco di una giornata da Sharm el-Sheikh, località ben nota agli italiani e ottimamente collegata in aereo con il nostro Paese. Tipicamente si parte in pulmino alle 6 di mattina da Sharm e si rientra nel tardo pomeriggio. C’è anche un’opzione più estesa, che consiste nel partire la sera precedente, attorno alle ore 22, e cimentarsi di notte nell’ascesa del Gebel Moussa, alto 2284 metri, che torreggia sul monastero, per ammirare l’alba da lassù e poi discendere al mattino verso Santa Caterina. Però al villaggio Domina Coral Bay, il resort storico di Sharm el-Sheikh dove abbiamo alloggiato ci hanno detto che negli ultimi tre anni non è stato mai raggiunto il minimo di 4 richieste per organizzare l’arrampicata (affascinante ma piuttosto faticosa). Invece la visita al monastero è gettonatissima, il sito è fra i più suggestivi del mondo, e non solo per motivi religiosi.

Uno spettacolo con cena nel deserto organizzato dal resort Domina Coral Bay

Per la maggior parte degli italiani la vacanza a Sharm al-Sheikh è esotica ma a costi contenuti, e questo ha una sua logica; tuttavia vale la pena di prendere in considerazione anche l’ipotesi meno economica fra i sette alberghi del Domina Coral Bay, cioè l’hotel Prestige; gli ospiti di questo albergo oltre a fruire di un soggiorno deluxe hanno libero accesso anche a tutte le altre strutture del sito (dai ristoranti alle spiagge), a portata di mano grazie a piccole vetture elettriche. Comunque, sia pure con alcune limitazioni, anche tutti gli altri ospiti del Domina Coral Bay hanno la possibilità di fruire di altre strutture oltre a quelle dello specifico albergo in cui alloggiano, e questo, in un resort così vasto, dà respiro a chi si sentisse ristretto nei confini di un singolo villaggio.

Qui sopra una delle piscine del Domina Coral Bay e due immagini ravvicinate della barriera corallina accessibile da una delle spiagge di questo resort

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