Sabato 16 febbraio si inaugura la personale della pittrice astigiana Feofeo, Federica Oddone, nella storica sede museale di Casa dei Carraresi a Treviso. Il titolo della mostra è «Guha» scelto dal critico e curatore d’arte Alain Chivilò, posto come filo conduttore al nuovo iter della pittrice. «Guha» è un termine sanscrito che si applica a tutto ciò che ha un carattere celato e di conseguenza non si manifesta esteriormente: è il segreto iniziatico non rilevato. Lungo la mostra, i visitatori potranno ammirare una ricerca che trae spunto dall’unione di musicalità cromatiche e arcani segreti umani. Sono presenti nuovi lavori che rappresentano un nuovo ciclo focalizzato sul tema esoterico. La mostra resterà aperta fino al 3 marzo.

«Se fosse possibile definire l’agire di Feofeo - spiega il curatore - attraverso alcuni sostantivi, indubbiamente i termini vitalità, emozione, musica e colore rappresentano solide fondamenta dalle quali tutto si dipana concettualmente e filosoficamente. Esse, nell’apparente semplicità, racchiudono un universo complesso difficilmente esplicabile in un’univoca soluzione. L’indagine artistica che ne consegue, asseconda una nozione derivante dalla fotografia in cui se la realtà prende forza grazie al bianco e nero, il mondo vive all’interno di toni infiniti. Quest’aspetto, indicato proprio dalla pittrice nel motto “io sono colore”, diventa logica conseguenza per evidenziare uno dei suoi principali punti focali».

Per la prima volta in assoluto sono presenti nuovi lavori che rappresentano un nuovo ciclo focalizzato sul tema esoterico che, rispetto al passato, entra sempre di più all’interno delle sue tele arricchendosi di essenze arcane. Disamine appartenenti al Priorato di Sion, ai Templari fino alle tesi del filosofo René Guénon valorizzano maggiormente la sua pittura.

Aggiunge il curatore: «Riprendendo l’analisi dell’intellettuale francese, l’essenza spirituale ora chiusa da un forte approccio material-sentimentale deve o quantomeno dovrebbe auspicare alla rinascita, evidenziando nell’essere umano una nuova forma di veridicità. D’altro canto, come non considerare che la teologia fin qui conosciuta, a sua volta, vive lungo una narrazione messa in discussione da un’aggiuntiva via esplicativa realistica alla nostra esistenza. Siamo di fronte, dunque, a un universo complesso ma soprattutto costituito da molte simbologie che diventano fonte per un’originale rappresentazione pittorica. Il presente ciclo, dipinto tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019, ruota su una dicitura che esplicita studi e spiegazioni che non hanno ancora trovato un’univoca decodificazione: Et in Arcadia ego. Una scritta che, racchiudendo ermetici fondamenti celati da millenni alla spiegazione umana, contraddistingue le opere di questo periodo attraverso una marchiatura a fuoco per singole lettere, senza ricorrere a un formato precostituito: un titolo che da inizio a un iter creativo intriso di mistero».

E prosegue: «Già nella stessa tecnica dell’impressione si denota come l’utilizzo di uno dei quattro elementi da parte dell’artista, il fuoco, esprima un emblema atto a indicare l’origine e lo stato della materia sul piano fisico, ma soprattutto il principio vitale che esso stesso contiene. L’iscrizione, oltre a contraddistinguere l’attuale percorso, si connota di ulteriori strutturazioni concettuali, grazie all’inserimento nella composizione artistica di simboli derivanti dalla Scienza Sacra. Si evidenzia dunque un nuovo messaggio per indicare altre tematiche alla sua poetica. Nulla dunque è lasciato alla casualità in quanto Feofeo, intellettualmente e filosoficamente, consente ai suoi lavori di essere personificazione artistica e metafora di profonde nozioni dall’inequivocabile rappresentazione, ma dalla molteplice esplicazione. Il mondo astratto che la pittrice rappresenta è articolato e vasto, ma determina nell’osservatore che si pone innanzi un’apertura mentale verso quei perché ancora inesplorati».

Sede: Casa dei Carraresi, Sala Architettura, piano nobile, via Palestro 33/35, Treviso

Orari: da martedì a venerdì: 9-18, sabato, domenica, festivi: 10-20

Informazioni: 0422/513.150

Ingresso gratuito

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