Due ex poliziotti sono stati arrestati oggi a Rio de Janeiro con l’accusa di essere i sicari di Marielle Franco, la consigliere comunale uccisa un anno fa a causa delle sue denunce sugli intrecci tra politica, forze dell’ordine e criminalità organizzata. Uno di loro, il sergente Elcio Queiroz, è vicino di casa del presidente brasiliano Jair Bolsnaro e sul web stanno già circolando foto dei due insieme. L’altro è il tenente in pensione Ronnie Lessa, accusato di lavorare per i gruppi paramilitari che controllano diverse favelas della periferia della città carioca.

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La morte di Marielle Franco, uccisa il 14 marzo 2018 mentre stava tornando a casa dopo una riunione nel centro di Rio, ha avuto grandi ripercussioni in Brasile e all’estero, data la sua intensa attività in difesa degli abitanti della favelas stretti fra la violenza dei clan di narcotrafficanti e gli abusi della polizia e delle milizia armate. Sul clan Bolsonaro pesano forti sospetti di collusione con questi gruppi. Flavio Bolsonaro, il figlio maggiore del presidente, che è stato per diversi anni deputato statale a Rio, aveva tra i suoi impiegati con stipendio pubblico la moglie e la madre di un ex poliziotto oggi latitante e sospettato di essere a capo di uno di questi commando armati.



Secondo gli inquirenti Lessa e Queiroz erano sull’auto che ha attaccato Marielle Franco, uccisa con dei colpi di mitragliatrice sparati in testa a pochissima distanza. Lessa avrebbe pedinato la politica per un paio di mesi prima dell’omicidio. Queiroz abita attualmente nel quartiere privato dove si trova la casa di Bolsonaro, che è stata il quartier generale della campagna elettorale che lo ha portato alla presidenza lo scorso ottobre. Un condominio di villette di lusso, per famiglie con alti redditi e che difficilmente si potrebbe permettere un ex poliziotto. Solo due giorni fa Jair Bolsonaro ha attaccato violentemente su twitter il giornalista del quotidiano “O Globo” Ottavio Chico e sua figlia Costanza Rezende, del giornale “Estado de Sao Paulo”, entrambi autori di diversi inchieste proprio sui rapporti tra le milizie armate e la politica a Rio de Janeiro.

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