Avere un amico o parente posseduto dal diavolo non è che succede tutti i giorni, certo. Però, mai dire mai. E se ci si trovasse in una situazione così, probabilmente si cadrebbe in un senso di smarrimento oltre che di angoscia. Intanto perché è difficile riconoscere un caso di possessione, confondibile con disturbi psicologici o malattie psichiatriche. Poi, se i comportamenti del «malato» fanno proprio pensare a un’azione di Satana, allora sorgono alcuni dubbi: si possono attuare pratiche esorcistiche «fai da te»? O è sempre meglio consultarsi con un esperto? Ecco, ora c’è un prontuario teorico-pratico da consultare: «De cura obsessis. Riconoscere i casi di possessione diabolica, intervenire e accompagnare le persone con problemi spirituali» (Edizioni San Paolo), scritto da padre Paolo Carlin, «erede spirituale» del decano degli esorcisti padre Gabriele Amorth. Carlin, consigliere e portavoce dell’Associazione internazionale Esorcisti, offre un vero e proprio «manuale» a preti e comuni cittadini che potrebbero trovarsi a tu per tu con qualche vittima di Lucifero. Nel volume tra l’altro si affrontano le questioni internet e musica, considerati potenziali veicoli per l’opera del diavolo, soprattutto tra i più giovani e deboli. E poi, ci sono consigli per difendersi, difendere le persone care, e una raccolta di preghiere approvate dalla Chiesa per la difesa contro Satana, a uso di sacerdoti e laici.

Carlin ricorda che il diavolo «vuole trascinare gli uomini all’Inferno», cercando di «persuaderli a perseverare nella pseudo verità del “fai ciò che vuoi! Sei tu il Dio di te stesso!”». E la sua azione causa «gravi danni di natura spirituale e a volte anche fisica».

I casi di possessione «certificata» non sono frequenti, ma stanno crescendo «man mano che l’uomo e la società si allontanano da Dio». Come identificarli? Tra i segni più evidenti c’è la «pupilla dilatata eccessivamente che non si chiude se si punta una luce diretta»; o l’arrossamento della «sclera dell’occhio», come per una congiuntivite; la voce che diventa roca e baritonale (anche se è una donna a parlare); l’«allungamento e scurimento del volto»; una forza straordinaria «al di là delle possibilità fisiche della persona»; un rifiuto violento degli oggetti o di immagini sacre; l’uso di lingue sconosciute; la «conoscenza di cose occulte». E la persona «sotto attacco» del demonio, può «cambiare repentinamente di umore». Quando di fronte a mutamenti irrazionali di comportamento «si prega mentalmente invocando l’aiuto di Maria o di san Michele Arcangelo, e la persona reagisce ancora più violentemente, o dopo pochi minuti si calma, oppure con voce roca e rabbiosa ci urla di tacere», ci si può trovare davanti «a un problema spirituale e non psichiatrico». Carlin racconta che «una volta venne da me una persona con sbalzi di umore repentini e improvvisi. Invocai mentalmente la Madonna. Subito la persona mi disse: “Non chiamare quella là!”. Era chiaro che non era un caso psichiatrico».

Dall’esorcista Carlin una volta è andata una ragazzina di 14 anni «che, apparentemente con la forza di volontà, spostava oggetti o li lanciava contro la nonna che pregava». Attenzione, esclama Carlin, perché «queste capacità, come anche leggere nel pensiero degli altri, prevedere con sogni o visioni il futuro proprio o di altri, non sono naturali (nel libro questa affermazione è scritta tutta maiuscola, ndr) e, quindi, non appartengono all’essere umano». La madre di questa ragazza, «ingannata da Satana, credette che erano capacità telecinetiche della figlia, perché così le aveva detto una parapsicologa (categoria che non esiste nella medicina sperimentale tradizionale e che pretende di spiegare, con apparenti ragioni scientifiche, i fenomeni che sono preternaturali) e quindi fui impedito a procedere alla preghiera di esorcismo» e ad aiutare così la giovanissima. 

In generale, raccomanda Carlin, quando accadono cose inspiegabili o irrisolvibili «dai medici, non andate da sensitivi, sedicenti detentori di carismi/doni, maghi o praticanti l’occulto o medici alternativi», altrimenti succede come a quel «posseduto» che ha cercato l’esorcista «dopo che, avendo consultato tutte queste persone», si era aggravato.

Bisogna invece rivolgersi al proprio parroco, o comunque a un prete, per una «preghiera di liberazione». Se poi ciò non bastasse, è necessario andare dall’«esorcista della Diocesi». Senza mai abbattersi né dimenticare che, come diceva padre Amorth, «il demonio può vincere delle battaglie. Anche importanti. Ma mai la guerra».

«De cura obsessis. Riconoscere i casi di possessione diabolica, intervenire e accompagnare le persone con problemi spirituali», padre Paolo Carlin, Edizioni San Paolo, 2017, pagg. 180, 16.00 euro.

 

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