Il pasdaran leghista Mario Borghezio, dopo 4 legislature filate e 18 anni a Bruxelles come parlamentare, spiega il suo futuro: «Non mi hanno ricandidato e sono amareggiato: avrei messo a disposizione tutta la mia esperienza dei nuovi arrivati. Soltanto dopo anni ho capito come funziona».

Cosa è successo con le liste Borghezio?
«Salvini ci aveva più volte rassicurato che noi uscenti saremmo stati tutti ricandidati ma dopo le ultime riunioni ho scoperto la mia esclusione».

Ha sentito Salvini?
«No, non mi ha telefonato ma una cosa la voglio dire a lui».

Prego.
«Lo trovo un errore politico mandare tutti questi giovani senza esperienza: quando Bossi mi mandò nel 2001 non capivo niente e contavamo poco. Solo con il tempo ho imparato a destreggiarmi e sono riuscito a far votare una mozione della Lega a tutta l’aula».

Lei, piemontese, cinque anni fa è stato presentato nel collegio Centro e nonostante la difficoltà ha centrato l’obiettivo.
«Non è stato semplice. Allora mi aiutarono i “ragazzotti” di Casa Pound che ora vanno da soli. Oggi non riesco ed entrare in un bar della Capitale e pagare il caffè ma 5 anni fa mi hanno spesso ricordato i miei slogan contro “Roma Ladrona”. Se oggi il partito è così forte nel Lazio e in tutto il Centro Italia è anche merito mio che ho intercettato quei voti fuori dal solito perimetro del Nord».

Cosa farà nei prossimi mesi?
«Continuerò a portare avanti le mie idee. Rimango un soldato politico anche senza esercito». Ed è una battaglia aperta per prendere il suo posto in lista al Centro dove il brand Salvini è in ascesa.

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