«Il Papa continua a dirlo: dialogo, dialogo, dialogo. E perché non Salvini?». Il cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, torna sulle recenti elezioni europee, interpellato dai giornalisti a margine della premiazione promossa dalla Fondazione Centesimus Annus, sostenendo «una visione positiva e incoraggiante» del vecchio continente nonostante le «tendenze di ripiegamento» certificate dalle urne. E quanto a Matteo Salvini, principale vincitore del voto italiano, ribadisce che non si deve «abusare» dei simboli religiosi, e sottolinea che con il leader della Lega «si deve dialogare», tanto più che «il dialogo si fa soprattutto con quelli che non la pensano come noi e con i quali abbiamo qualche difficoltà e qualche problema».

Si sono appena concluse le elezioni europee che hanno visto in alcuni Paesi l’affermarsi dei sovranisti: qual è la sua opinione?

«Prendiamo atto di quanto è successo. Nello stesso tempo credo che si debba guardare avanti, guardare avanti nel senso di continuare a dialogare per costruire l'Europa che tutti vogliamo, anche con tutte queste tendenze di ripiegamento su se stessi e di messa in discussione del progetto europeo. Quindi io sarei per una visione positiva e incoraggiante nel senso di dire: questa è la realtà, però possiamo costruire ancora». 

Il ministro Matteo Salvini continua a utilizzare simboli religiosi, tema sul quale lei è già intervenuto…

«Sì ho già detto e ripeto quello che ho detto: credo che a usare i simboli religiosi per manifestazioni di parte, come sono i partiti, c'è il rischio di abusare di questi simboli. Quindi credo che da parte nostra non possiamo stare indifferenti di fronte a questa realtà». 

Il cardinale Gerhard Ludwig Müller dice che comunque bisogna dialogare con Salvini... 

«Il Papa continua a dirlo: dialogo, dialogo, dialogo. E perché non Salvini? Anzi, il dialogo si fa soprattutto con quelli che non la pensano come noi e con i quali abbiamo qualche difficoltà e qualche problema. Io sono di questo parere, e quindi anche con Salvini si deve dialogare». 

 

Il Papa da domani va in Romania e ai confini con l’Ungheria, dove visiterà un santuario mariano: cosa ci si attende da questo viaggio al centro dell’Europa?

«Per quanto riguarda la Romania il Papa starà lì per proporre il programma che sta nel motto del viaggio, cioè di camminare insieme. E soprattutto, con la sua presenza nel santuario mariano, sarà un invito a tutti a superare le divisioni, anche le divisioni storiche che ci sono state, per trovare quello che ci accomuna, e soprattutto, dal nostro punto di vista, la fede che ci accomuna». 

Ci sono novità in merito all’indagine sul cardinale Theodore McCarrick?

«La Santa Sede ha già detto più volte che sta facendo questa indagine, che sta riprendendo tutta la documentazione che riguarda il caso e che, una volta concluso questo lavoro, ci sarà una dichiarazione».

 

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