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M5s a pezzi: linciaggio mediatico per il ribelle Gregorio De Falco. Via al "metodo Casaleggio"

Cristina Agostini
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È partito il massacro mediatico contro Gregorio De Falco, il ribelle grillino che sta facendo opposizione al decreto sicurezza. Il sistema è quello collaudato dei Cinque stelle, quindi non un attacco diretto ma una demolizione operata sui siti satelliti della galassia pentastellata. Leggi anche: "Giggino che fai, mi cacci?". Il big grillino fa come Fini Nel caso di De Falco, nota il Giornale, le bordate arrivano dal sito Silenzi e Falsità, riconducibile alla Moving Fast Media Srl, con sede a Sestu (Cagliari), amministratore unico Marcello Dettori, fratello di Pietro Dettori, socio della Associazione Rousseau di Davide Casaleggio, fedelissimo di Luigi Di Maio che lo ha messo a Palazzo Chigi come "responsabile della comunicazione social ed eventi", a 130mila euro l'anno. Marcello Dettori attacca De Falco anche per la sua famosa frase "salga a bordo cazzo" detta a Schettino: "Evidentemente, alla luce del suo comportamento di questi giorni, con Gregorio De Falco è stato fatto un errore di valutazione al momento in cui gli è stata fatta dal M5s la proposta della candidatura al Senato. Per la verità, personalmente, non ho mai ritenuto che il suo comportamento con Schettino fosse da uomo coraggioso, ma invece da uomo alla ricerca di notorietà. Primeggiare in quella occasione era un'occasione ghiotta e non se l' è lasciata sfuggire", scrive in una sorta di articolo intitolato La mala fede del senatore De Falco dissenziente de sinistra incensato da Repubblica. La tesi è che il "traditore" De Falco si sia venduto al gruppo editoriale di De Benedetti.

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