Circo Massimo/M5S: ironia di Grillo mitiga rischi Governo

La kermesse politica sottolinea le differenze con la Lega, ma il Premier Conte assicura durata fino al 2023

Beppe Grillo (Foto Omniroma)

Mai come sul “Dl fiscale’’, sia pure risolto con la cancellazione del condono penale per il rientro dei capitali dall’estero, l’alleanza fra la Lega e i Cinquestelle è sembrata scricchiolare. Hanno contribuito anche le dure critiche degli imprenditori del nord sulla manovra economica. Tuttavia gli osservatori ritengono che Matteo Salvini aspetterà almeno le elezioni pergiocare la eventuale carta della svolta a destra.

La frattura politica, anche se per ora temporanea, si è però consumata e la due giorni di kermesse politica dei Cinquestelle al Circo Massimo haulteriormente segnato la diversità della base sociale e le differenti aspettative fra Lega e Cinquestelle. Tanto che il Presidente della Camera, Roberto Fico, ha sentito il dovere di anticipare al popolo pentastellato che non ci sarà mai nessuna alleanza con la Lega alle elezioni.

Mentre Di Maio ha annunciato che nascerà un nuovo gruppo europeo che raggrupperà forze politiche che vogliono più reddito, più lavoro, meno banche e più sentimenti. ‘’Datemi atto – ha rilevato – che vi avevo detto che saremo stati l’ago della bilancia nel futuro del Parlamento e cosi èstato…diventeremo determinanti in Ue e cambierà tutto.’’

Il premier Giuseppe Conte dal palco di ”Italia a 5 Stelle’’ ha comunque sottolineato di voler essere garante del contratto di governo. ‘’Stiamo lavorando intensamente fino dal primo giorno – ha detto – ma per realizzare tutto il programma il nostro arco di impegno deve essere lungo: fino al 2023’’. E ora è all’opera per convincere la Ue, e indirettamente i mercati finanziari, della compattezza del suo governo e della capacità di migliorare dallo 1,1 prevista da Moody’s, al 1,5 nel 2019 e all’1,6 nel 2020per cento la crescita dell’Italia.

Se però questo traguardo sarà considerato impossibile e non riuscirà a smuovere la Commissione dalla richiesta dell’ 1,6 del rapporto deficit/pil, rispetto al 2,4, considerato necessario per la manovra economica del prossimo anno, si potrebbero aprire preoccupanti scenari.

Per ora sia Salvini, sia Di Maio, condividono la posizione di non cedere nemmeno di un punto percentuale per non mettere in discussione la riforma delle pensioni, sostenuta soprattutto dalla Lega, che interessasoprattutto i ceti sociali del nord e nord est, nonchè il reddito di cittadinanza, attesissimo al sud, dove i cinquestelle raccolgono il maggior consenso.

Ma se dovesse arrivare dalla Ue una definitiva bocciatura con conseguente penalizzazione da parte dei mercati finanziari, l’ulteriore aumento dello spread e l’incremento del nostro costo del denaro, metterebbe alla cordarisparmiatori e imprese. A questo punto Salvini ignorerà ancora i disagi e le proteste della base imprenditoriale in gran parte a lui vicina? Per contro, i Cinquestelle saranno disposti a cedere sul reddito di cittadinanza, che è stata finora la bandiera del consenso?

La via d’uscita questa volta sarebbe molto stretta, a meno di ricorrere a un ulteriore taglio della spesa, tenuto conto dell’intenzione di non ricorrere ad altre entrate oltre il Dl fiscale. E’ recentissima infatti la smentita di una eventuale “patrimoniale’’, ossia un ricorso una tantum ai cittadini più abbienti o possessori di immobili,  mentre il taglio delle pensioni d’oro rientra già nella manovra.

C’è da sperare che il messaggio che Beppe Grillo ha lanciato dal palco a conclusione della kermesse: “manine e non manine non ce la faranno’’,  non sia di malaugurato auspicio. Ma potrebbe essere invece un utile consiglio a chi ha responsabilità di governo ricordare – come ha fatto Grillo – che il movimento M5S è nato da un manager e da un buffone. “E’ necessario che capiate –ha infatti sottolineato il fondatore al suo popolo – che non ci si deve prendere troppo sul serio, dove non c’è ironia non c’è umanità’’. Un messaggio che suona anche un indiretto richiamo all’equilibrio e a mantenere i nervi saldi ad entrambi i sottoscrittori del Contratto del governo per il cambiamento, per non darla vinta ai “restauratori’’, come ha avvertito Virginia Raggi,  anche oggi ricercatissima per i selfie.

 

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