Modena, truccavano gli esami di italiano per “regalare” permessi di soggiorno: 5 arresti (video)

26 Mar 2019 15:26 - di Eugenio Battisti

Finti esami di lingua italiana per far ottenere il permesso di soggiorno a circa seimila immigrati. La maxitruffa è avvenuta a Modena dove sono state arrestare cinque persone  (un uomo in carcere e quattro ai domiciliari) con la pesante accusa di corruzione, falsità ideologica, truffa, contraffazione di documenti necessari «al fine di determinare il rilascio della carta di soggiorno per lungo periodo ed indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato».

Falsi esame per avere permessi di soggiorno

Nel mirino della squadra mobile di Modena è finito un sistema criminale che fa capo a un Centro di Formazione Linguistico accreditato presso l’Università per Stranieri di Perugia: in pratica agli immigrati non in regola, che dovevano sostenere gli esami, venivano fornite risposte già compilate da cui copiare o aiuti dalla commissione compiacente. Dietro il pagamento di centinaia di euro gli stranieri  richiedevano e ottenevano il sospirato certificato Celi di lingua italiana, l’attestato che serviva, appunto, a farsi rilasciare il permesso di soggiorno di lungo periodo. Un  giro di affari da due milioni di euro che, nelle sedi d’esame sparse in varie città del nord Italia, fra Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige ed Emilia Romagna, ha coinvolto più di 6000 stranieri i quali, dietro il pagamento di denaro (dalle 400 alle 700 a persona), come spiega il comandante della squadra mobile di Modena Salvatore Blasco, richiedevano e ottenevano, pur non ricorrendone i requisiti,  l’ambito certificato Celi da cui è derivato il nome dell’operazione di polizia.

Al centro del  del traffico di compravendita di attestati due italiani, un marocchino e un tunisino. Tra le accuse figurano quelle di falso ideologico e produzione di documenti falsi fino a veri e propri casi di corruzione. Nelle tre sessioni d’esame monitorate in provincia di Modena tra luglio e novembre 2018 è emerso che ai candidati venivano fornite direttamente le risposte alle domande, e questi si limitavano a ricopiarle sui fogli d’esame, cosa che valeva anche per la parte orale del test, che gli esaminandi conoscevano in anticipo.

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