Risparmiatori, cantieri, Flat tax e nomine: inizia la “via crucis” del governo fino alle Europee, poi l’addio?

12 Apr 2019 16:37 - di Leo Malaspina

Il decreto crescita con le norme sui risparmiatori, cantieri, flat tax e nomine: restano terreno di scontro quattro dossier chiave del governo. Dalle norme per sbloccare l’annosa questione dei rimborsi ai risparmiatori truffati delle banche in crisi, a quelle per ridare ossigeno ad una crescita esangue o riavviare cantieri da troppo tempo in attesa, passando per il nodo nomine alla Sace, la controllata di Cdp. Sono tanti i nodi della “via crucis” di governo da qui alle Europee del 26 maggio, datache secondo alcuni – come Renato Brunetta – potrebbe segnare la fine dell’esperienza giallo-verde. «È molto probabile che, subito dopo le elezioni europee, la Lega decida di andare all’incasso e togliere la fiducia al governo, per evitare di dover affrontare da protagonista una manovra finanziaria dalla quale non ha nient’altro che da perdere. La crisi di governo dopo le elezioni di maggio è ormai data per scontata dalla maggioranza degli analisti. Meno scontato è il fatto che la Lega possa, una volta lasciato il M5S, assumere un atteggiamento più responsabile sulla questione dei conti pubblici», scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia. Ma quali sono i punti caldi?

Dl Crescita

Con un nome così ci si aspettava che fosse il decreto del consenso generale, invece il dl per risollevare l’economia italiana giace a Palazzo Chigi, ma non è escluso che si possano trovare un accordo sul testo nel fine settimana aprendo la porta all’iter in Parlamento già lunedì. Tra le criticità sollevate la disomogeneità delle misure che vanno dal condono delle cartelle in capo agli Enti locali, incluse Imu e multe, al sostegno del Made In agli sgravi alle imprese, ma anche la complessità di alcune norme con relativo rischio flop, come la mini Ires sugli utili reinvestiti introdotta nell’ultima legge di Bilancio e andata deserta perché estremante complicata.

RISPARMIATORI

Ma la criticità numero è la norma sui risparmiatori. La riunione di lunedì scorso del premier Giuseppe Conte e del ministro Giovanni Tria con le associazioni delle vittime non ha sbloccato del tutto il nodo principale sul tavolo: i criteri per il ristoro automatico. Per evitare la scure Ue per violazione delle norme sugli aiuti di stato Tria insiste per far rientrare in questa categoria i risparmiatori con un reddito entro i 35mila euro e 100mila di patrimonio mobiliare; M5S e parte delle associazioni spingono per rimborsi indiscriminati.

Sblocca-cantieri

Il dl sblocca-cantieri è fermo da giorni alla Ragioneria generale per la Bollinatura. In più occasioni dal dicastero dei Trasporti e da quello dello Sviluppo economico si è data per imminente la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ma l’annuncio non è stato ancora seguito dai fatti. Tra gli aspetti critici del decreto, che è stato approvato il 20 marzo sempre con la formula “salvo intese”, anche la lista dei commissari: nodo che di recente è stato superato indicando solo il primo commissario e affidando ad un decreto ministeriale la designazione degli altri.

Nomine

Ed è ancora stallo sul rinnovo dei vertici di Sace per lo scontro tra il ministro dell’Economia Giovanni Tria e Fondazioni in favore della linea della continuità e Cdp (che controlla Sace) che spinge per un ricambio. Probabilmente non si arriverà ad una soluzione prima della settimana prossima, a ridosso dell’Assemblea del 18 aprile per l’approvazione dei conti. La soluzione che alla fine potrebbe prevalere sarebbe una riconferma del presidente Beniamino Quinteri, che ha un rapporto di lunga data con Tria, mentre prende quota l’ipotesi di un avvicendamento al posto dell’amministratore delegato Alessandro Decio.

Il monito del Fmi sulla flat tax

«Per r l’Italia le sfide più urgenti sono il debito elevato e il limitato spazio di bilancio», è il nuovo monito che arriva da Poul Thomsen, responsabile del Dipartimento Europeo del Fmi, ribadendo come al nostro paese sia necessario “un graduale consolidamento” dei conti pubblici. Ma Thomsen è intervenuto anche su due punti chiave dell’azione del governo italiano, ovvero Quota 100 e flat tax, esprimendo “forti riserve” su interventi di riforma del sistema fiscale – pur ammettendo di essere in attesa di ulteriori dettagli – e invitando Roma a “non fare marcia indistro sul sistema previdenziale”.

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