Comprendere l’aspetto religioso nella guerra Russia – Ucraina aiuta a comprendere anche molte tematiche legate alla disinformazione di tipo religioso che ultimamente stanno prendendo piede nella guerra informativa.

Lo scontro tra la Chiesa Ortodossa Ucraina che fa riferimento al patriarcato di Mosca e quella che fa riferimento al patriarcato di Kyiv si fa ogni giorno più acceso.

Secondo un sondaggio, la maggioranza degli intervistati ucraini (74%) si identificano come ortodossi, 8% come greco cattolici, quasi l’1% al cattolicesimo e protestanti e chiese evangeliche. Si considerano cristiani l’8,5% mentre non appartengono ad alcun credo religioso il 6%.

Tra coloro che si considerano ortodossi, la maggioranza relativa (38%) si identificano come Chiesa ortodossa ucraina Patriarcato di Kiev, quasi il 20% alla Chiesa Ortodossa Ucraina del Patriarcato di Mosca, 1% alla Chiesa Ortodossa Ucraina Autocefala, mentre il 39% si considerano semplicemente ortodossi.

I sostenitori della COU MP (Chiesa Ortodossa Ucraina Patriarcato di Mosca)  superano la COU KP (Chiesa Ortodossa Ucraina Patriarcato di Kyiv) solo in 4 regioni su 25, nel Donbas e nella regione Chernivtsi 53%.

Nonostante di facciata la cosiddetta “costituzione della DNR“, sancisce libertà di religione, vi sono stati numerosi casi ben documentati in cui i “secessionisti” si sono appropriati di proprietà delle chiese che non fanno capo al Patriarcato di Mosca, di monaci rapiti, sacerdoti e fedeli torturati e a volte anche uccisi. Inoltre la DNR vieta qualsiasi pratica religiosa diversa dal Patriarcato di Mosca con solo alcune eccezioni.

Ad oggi il problema è stato evidenziato dal partenariato internazionale per i diritti umani (Bruxelles) in una “Raccolta dei diritti umani dedicata alle molestie mirate alle comunità religiose nei territori occupati della parte orientale dell’Ucraina“, redatto in partnership con l’organizzazione per i diritti umani “Centro per le Libertà Civili” (Kiev) e l’Istituto di assistenza per la libertà religiosa (Kyiv). Gli autori ritengono che nonostante la relativa consapevolezza della presenza di tali problemi, si conosca molto poco relativamente alla persecuzione delle comunità religiose nelle zone di guerra del Donbas.

Il Movimento Civico “Tutti Insieme” ha monitorato gli atti persecutori per motivi religiosi nei territori occupati del Donbass. Tutte le informazioni sono riassunte in una tabella che mostra informazioni dettagliate su fatti di violenza contro i credenti e gli edifici della chiesa e altri beni requisiti dai militanti.

I fatti principali evidenziati in questi studi sono relativi a:

  • Le comunità più colpite sono quelle evangeliche e protestanti, ma aati persecutori anche contro i sacerdoti della Chiesa greco-cattolica ucraina, quella cattolica romana e alcune chiese ortodosse. Alcune proprietà sono state sequestrate.
  • Sono stati uccisi sette sacerdoti.
  • Imprigionati, picchiati e interrogati più di 40 ministri della Chiesa.
  • Nel 2014 i militanti hanno occupato edifici e strutture di dodici comunità cristiane, un santuario per i bambini, una sede universitaria cristiana tre centri di riabilitazione per alcolisti e tossicodipendenti. Inoltre, con armi da fuoco hanno colpito edifici di cinque chiese, tre delle quali sono state bruciate.
  • I sostenitori della cosiddetta “DNR” e “FSC” requisiscono regolarmente al clero automobili, denaro, documenti, uffici e elettrodomestici, hardware, mobili e persino giocattoli.
  • Dopo l’inizio della guerra in Donbas alcune comunità religiose hanno cessato di esistere. Molti credenti per ragioni di sicurezza sono costretti a tenere le loro riunioni in casa. E migliaia di cristiani da Donetsk, Lugansk e dalla Crimea sono state sfollate, trovando rifugio in varie regioni d’Ucraina.

La mitologia religiosa è parte integrante dell’epica generale presente in Donbass tra le fila dei cosiddetti “separatisti”, “regione inviolata di potenti minatori che nessuno è riuscito mai a farli inginocchiare”.

La diocesi di Donetsk comprende sul territorio sotto il controllo dell’Ucraina Volnovaha, Mariupol, Ugledar, Mangush, Svyatogorsk, Marinka, Avdeevka, mentre sul territorio controllato dalla DNR abbiamo  Donetsk, Makeevka, Yasinovataya, Amvrosievka, Starobeshevo, Snezhnoye, Khartsyzsk . Il metropolita Ilarion Shukalo, proveniente da Leopoli, gestisce la diocesi di Donetsk.

Ci sono voci molto contraddittorie sulla sua partecipazione al separatismo di Donetsk. I militanti si sono lamentati del fatto che il metropolita ha vietato loro ai preti nel territorio occupato di sostenere l’azione della COR (Chiesa Ortodossa Russa). Il comportamento del metropolita Ilarion può essere facilmente spiegato. Era infatti abituato a trattare con persone di un certo livello, magnati della regione, milionari e miliardari. Invece l‘attuale amministrazione della “DNR” agli occhi del metropolita è una specie di buco nero, “una plebe con mitragliatrici e scimmie con granate“. 

Tuttavia praticamente l’intero clero della diocesi sostiene la DNR nella sua “lotta contro il fascismo ucraino“. Questo significa che i sacerdoti della diocesi sono passati canonicamente dalla sottomissione al loro vescovo al governo e seguono gli ordini dell’amministrazione della Chiesa di Mosca. 

Il Testamento di Padre Zosima

Nel lontano anno 1986 nel villaggio Nikolskoye della rione di Volnovakha (regione di Donetsk) arrivò proveniente dalla regione di Sverdlovsk (ora Ekaterinburg) della Russia il prete Savvatiy (Ivan Sokur). Dopo qualche tempo in quel luogo sorse “il monastero” governato da Savvatiy Zosima, Padre Zosima. Il padre fece carriera ecclesiastica specie dopo l’incontro con Viktor Yanukovich, che per caso era ricoverato nello suo stesso ospedale. La visione del mondo di Zosima influenzò radicalmente il modo di pensare di Viktor Yanukovich, che nel frattempo aveva iniziato ad investire in maniera maniacale nella costruzione del tempio della diocesi di Donetsk. Sokur è considerato uno dei pilastri della “politica dell’ortodossia” orientata verso Mosca.  Ovviamente a Sokur non piaceva Kiev e credeva che la “ruota insanguinata” della rivoluzione del 1917 rotolasse attraverso tutta la Russia da Kiev (collegandola all’omicidio bolscevico del metropolita Vladimir di Kiev nel 1918). “E ora, ai nostri tempi il caos inizia da Kiev, la madre delle città russe, la culla. E da lì questo incidente si muoverà su tutta la terra russa, non passerà né in Russia né altrove, vi sarà un delirio intorno. Ma la Russia resisterà e ci sarà una grande grazia, nemmeno il potere dell’inferno, dell’Anticristo possono sconfiggere la Chiesa ortodossa russa”.

Zosima

Ma il lavoro spirituale chiave di Zosima Sokur è il suo famoso testamento. Al momento della sua morte, nel 2002, Zosima era già diventato una star con un’autorità indiscussa ed era riuscito a imprimere un segno indelebile nella coscienza religiosa dell’intero Donbass.

“Attenetevi strettamente alla Chiesa ortodossa russa e al Santo Patriarca di Mosca e di tutta la Russia. In caso di partenza dell’Ucraina da Mosca, non importa quale autocefalia, legale o «illegale», verrà interrotta automaticamente la comunicazione con il metropolita di Kiev.

Dai monasteri esistenti, formare la Casa della Misericordia, che adempirà alle sante leggi della carità – servire le persone fino alla loro sepoltura e il comandamento di questo monastero deve essere adempiuto per sempre. Non vengono riconosciute minacce e maledizioni, siccome non sono canoniche e illegali.

Rimanere fedeli ai canoni della Chiesa ortodossa russa. Nel caso di una separazione dall’unità della Chiesa ortodossa russa, non esiste il vescovo al governo, i monasteri saranno trasferiti all’amministrazione stauropegiale sotto l’omoforo di Sua Santità il Patriarca di Mosca e di tutta la Russia. Prego Dio e spero che Sua Santità il Patriarca non si rifiuti e accetti sotto il suo omoforo.

Se ciò non sarà possibile, i monasteri si trasformeranno in un superiore governo indipendente nelle sembianze del monastero di Valaamskiy all’inizio di questo secolo, con il pretesto di tempi futuri luminosi di unità tra Ucraina e Russia, che credo profondamente arriveranno inevitabilmente, con cui vado all’eternità.

Nei monasteri creare un’efficace Scuola domenicale per i bambini, che sono il nostro futuro. Le televisioni e altre attrezzature video sataniche nel monastero non dovrebbero mai esserci.

Nel monastero le lingue principali dovrebbero essere lo slavo ecclesiastico e il russo, il resto solo se necessario.

Partendo alla vita eterna, l’ultima parola che vi dico, cari fratelli, sorelle e tutti coloro che pregano nella nostra chiesa: attenetevi alla Chiesa ortodossa russa: c’è in essa la salvezza “.

Queste dottrine, che non corrispondono ai canoni della Chiesa, tuttavia sono velocemente penetrate nel pensiero di migliaia di credenti e non solo nel Donbas, ma dell’intera COU-MP . E’ ovvio che la Russia stia manipolando completamente questo testo, che, secondo alcune indiscrezioni sarebbe stato scritto da un altro benefattore della COU-MP (ora ex) Viktor Nusenkis. 

Naturalmente, la “dimora di Padre Zosima” (ufficialmente chiamata la Santa Dormizione di San Nicola e il Monastero di San Basilio) durante il periodo di Euromaidan divenne un punto di riferimento per tituski e separatisti. Dopo l’occupazione del Donbas, i monaci hanno sostenuto gli invasori, anche se per sfortuna degli zosimiti, i loro dormitori erano sotto il controllo di FAU (Forze Armate Ucraine).

Uno degli abitanti del monastero, l’archimandrite Nikon (Alexander Dublyazhenko), è stato arrestato nel 2015 proprio al punto di controllo “Bugas” mentre cercava di entrare nel territorio occupato della “DNR”. Durante il controllo gli è stato trovato un certificato rilasciato dal “Ministero della sicurezza dello Stato” della DNR, che ha confermato la sua appartenenza al battaglione “Vostok“. 

Dopo alcuni mesi di permanenza nel carcere di Mariupol, Dublyazhenko è stato scambiato con altri cinque prigionieri della “DNR” in cambio di tre militari ucraini e attualmente si trova nel territorio occupato. Grazie a questa storia, il “santo archimandrita” figura meritatamente nella lista di “Mirotvorets”.

Un altro seguace di zosima il monaco Feofan (Georgiy Kratirov) è stato “nelle camere di tortura” del SBU, dove ha ammesso di essere stato reclutato dai militanti della “DNR” e di aver raccolto informazioni sulle FAU. Dopo la sua liberazione ha ritrattato sostenendo che è stato semplicemente torturato. Quando però scriveva su Twitter nessuno lo stava torturando. Probabilmente si è dimenticato di questo post, ma dopo che gli è stato fatto notare la pagina è stata cancellata. 

Riguardo al fatto che lui stava registrando “tutti i crimini contro l’umanità” (cioè, faceva tutto quello che ha ammesso durante l’interrogatorio di SSU), Kratirov ha scritto senza essere sotto tortura: “Ho visto come all’inizio del 14 marzo in un villaggio vicino si fermò una colonna con mezzi militari che proveniva da ovest e ho cercato di registrare tutto ciò che accade con la fotocamera.”. 

Nello stesso monastero è avvenuta un’altra storia divertente. Il combattente dell’ATO Maxim Yarosh di Krivoy Rog ha raccontato al giornale “Fatti e commenti“, come sotto le false spoglie di un “miliziano” aiutava al monastero: “Ero alloggiato nel monastero di Santa Assunta vicino a Ugledar nella regione di Donetsk. Sono andato lì e ho detto al Padre che volevo andare in Russia via Donetsk, ma non volevo combattere. Sono stato accettato nel monastero. Il Padre era filorusso. Il monastero lavorava vigorosamente per la milizia, i lavoratori si occupavano della produzione di bare e portavano le armi alle case dei terroristi”.

Al momento, l’abate del monastero è il metropolita Ilarion di Donetsk e di Mariupol (Shukalo), che è responsabile di tutte le attività anticostituzionali dei monaci del monastero.

Svyatogorskaia Lavra

Il posto ove sorge Svyatogorskaia Lavra è di una bellezza unica, tuttavia è anche il focolaio del separatismo filorusso. Dicono che il terreno del monastero per il Lavra di Svyatogorsk sia stato acquistato da Yanukovich dalla COR per un sacco di soldi. La fratellanza del Lavra in ogni modo possibile nega tutte le “voci vili” che armi fossero detenute in quel luogo e che i combattenti di Girkin vi si nascondessero (Lavra è costruita su un rilievo gessoso, che è permeato di labirinti naturali e caverne artificiali). Le parole sono però contraddette da altre parole, quelle autorevoli di Igor Girkin.

Ecco quanto dice Girkin a proposito del Lavra: Prima di tutto a partire dall’inizio della nostra epopea slava sia a Slaviansk che a Donetsk, abbiamo costantemente sentito il sostegno degli ecclesiastici della Chiesa ortodossa russa, da parte dei monaci. Dalla Svyatogorskaia Lavra prima di tutto. Loro, nonostante le possibili repressioni, venivano senza nascondersi e benedivano la milizia.

Passavano attraverso i posti di blocco ucraini e chiaramente ci davano le loro posizioni. Pochi lo sanno che Svyatogorskaia Lavra ha chiuso le porte davanti al presidente Poroshenko, che è arrivato il giorno dopo la sua elezione e che desiderava ricevere una benedizione dai Sacerdoti del Lavra. Lavra semplicemente non l’ha fatto entrare nel suo territorio e Poroshenko ha dovuto dare intervista in piedi davanti ai cancelli chiusi del monastero. Tutti i sacerdoti con cui si è dovuto incontrare hanno sostenuto la nostra lotta. E lo hanno fatto non dal punto di vista nazionale, ma dal punto di vista religioso: capivano COSA e chi è arrivato al potere a Kiev. Sono venute le forze che possono essere chiamate sataniche, perché tutte le loro azioni sono inizialmente basate sulle bugie, rabbiose e concentrate. Satana è un bugiardo e un padre di menzogne! Nulla basato sulle bugie non può essere da Dio “.

Ecco la testimonianza di Vyacheslav Ponomarev, l’ex “Sindaco popolare” di Slavyansk:

“Poi sono andato a Svyatogorskaia Lavra dove ho avuto una lunga conversazione con il vescovo. Gli ho spiegato che siamo persone assolutamente apolitiche, che vogliamo solo un cielo pacifico sopra le nostre teste, che difenderemo i nostri valori culturali, familiari e la nostra terra per non lasciare che questo bastardo venga qui, e naturalmente proveremo a cambiare il potere degli oligarchi che stanno vendendo insieme con la terra il futuro dei nostri figli.

ИА REGNUM: Come ha reagito a questo il vescovo? Le ha dato la sua benedizione?

Sì, mi ha benedetto. “

Ecco la testimonianza di un militante nickname “Lucertola”. Dal febbraio 2014, Lucertola ha partecipato a tutte le manifestazioni che tradizionalmente si tenevano a Donetsk nel fine settimana. Ha preso d’assalto l’ufficio del procuratore, dell’OGA, dell’SSU. Il 28 aprile 2014 si è unito con i compagni nell’assalto a Slavyansk  dove si è poi arruolato nei ranghi del battaglione cosacco.

La prima impressione a Slavyansk lui la descrive in questo modo: “Quando ci siamo fermati alla base, siamo stati immediatamente accolti dai monaci di Svyatogorskaia Lavra con le armi in mano. Siamo rimasti molto sorpresi da questo fatto. Poi dopo aver parlato abbiamo chiesto a loro direttamente perché erano armati. La risposta è stata “Questa è la nostra terra russa e la stiamo difendendo”. Più tardi, quando aspettavamo il bombardamento ed era stato dato l’ordine di ritirarsi dalla base, i monaci hanno dichiarato che non sarebbero andati via, perché avevano ordini dal sacerdote di resistere fino alla fine. Era necessario convocare il Padre da Svyatogorsk, che doveva dare personalmente l’ordine ai monaci di partire. Questo è lo spirito ortodosso! Dopo ciò ho iniziato a rispettare la nostra chiesa molto più di prima. “

Ovviamente da questo materiale diventa chiaro perché durante i controlli non sono stati trovati dei militanti al Lavra di Svyatogorsk. “Appena prima di queste vacanze di Capodanno, il SSU ha arrestato uno dei combattenti di Strelkov, che ha avuto un ruolo di primo piano a Slavyansk fin dall’inizio. Lui è riuscito a nascondersi tra i monaci della Svyatogorskaia Lavra del Patriarcato di Mosca fino a dicembre 2015 “.

I pellegrini loquaci hanno abbastanza ricordi delle convinzioni politiche dei monaci del Lavra: “Il Lavra appartiene al Patriarcato di Mosca e nelle conversazioni private i monaci non nascondono che simpatizzano con la milizia. Li proteggono i loro cosacchi monarchici “. La scelta politica dei monaci può essere spiegata dal fatto che prima della guerra giravano voci che Yanukovich avrebbe firmato un accordo con la Shell per l’estrazione di gas scisto, e presumibilmente il monastero stesso che era nel territorio della presunta produzione di gas era quindi soggetto a rischio demolizione. Un’altra testimonianza: “I ribelli slavi hanno espresso la volontà inflessibile di resistere fino alla fine. Questa è una città speciale, un simbolo della “primavera russa” del Donbass. Ci sono molte persone religiose qui, specialmente tra i compagni d’armi del sindaco popolare e capo della milizia Vyacheslav Ponomarev. Alle barricate e ai punti di controllo le icone. Molti miliziani chiamano Svyato-Uspenskaia Svyatogirskaia Lavra il luogo del loro nutrimento spirituale, della forza e del sostegno morale, “una lampada di preghiera inestinguibile”.

Queste e altre prove di attività non propriamente religiose dei monaci della Svyatogorskaia Lavra sono anche descritte qui.

Santificazione delle bandiere e benedizione della “Milizia”

Donetsk è passata sotto il controllo della “DNR” il 5 luglio 2014 dopo l’ingresso dei militanti di Girkin che si sono ritirati da Slavyansk verso la città. E da quel momento in poi, il clero della diocesi di Donetsk è andato di corsa a servire i terroristi.

Il 19 luglio 2014 nella chiesa-cappella di Donetsk della Protomartire di Santa Barbara (“cappella del minatore”) sono state consacrate le bandiere “con l’immagine del Volto Santo per l’esercito della Novorossia“.

“I combattenti della milizia si sono uniti nel tempio al centro della città. Igor Borisovich Ivanov, il capo dell’amministrazione politica dell’esercito di Novorossia (mercenario russo) e il consigliere sull’informazione e la politica del Ministro della Difesa, Igor Michaylovich Druz (prima della guerra ha partecipato attivamente a molti “movimenti ortodossi” sotto l’ala di COU MP). Dopo la consacrazione delle bandiere, il sacerdote ha benedetto tutti i combattenti per la vittoria sui fascisti, ha pronunciato un breve sermone a sostegno dei combattenti. Ha terminato il suo sermone con le seguenti parole: “La nostra posizione è giusta, la vittoria è nostra, il nemico sarà sconfitto!”. Anche dal retro, il prete, che ha partecipato alla cerimonia di consacrazione, è abbastanza riconoscibile dalle caratteristiche delle sue orecchie.

Nella stessa chiesa si è svolto un servizio davanti all’icona di Tikhvin “Сoalizzata”, regalata ai terroristi dal clero della diocesi di Pietroburgo e di Mosca del COR.

Durante la spedizione di questa icona a Mosca, il priore del monastero di Tikhvin Madre di Dio, archimandrite Evfimiy (Shashoryn) ha benedetto in questo modo i militanti di Novorossia per una guerra col nemico fino alla fine vittoriosa.

La preghiera è stata tenuta dallo stesso prete che si trovava nella foto più famosa, scattata il 10 luglio 2014. Sveliamo il segreto di pulcinella, si tratta di Andrey Manych, il priore della Chiesa dei Santi Nuovi Martiri a Donetsk, nella diocesi di Donetsk della COU benedice Igor Girkin.

Tikhvin Сoalizzata” non è l’unica icona, spedita dalla Russia a Donetsk. Alla processione del 7 agosto 2014 con la benedizione del confessore di Iliy, è arrivato l’icona che “deve ammorbidire i cuori malvagi“. L’icona ha passato quasi tutti i battaglioni della repubblica, l’intera Crimea. Ha visitato prima tutti i punti caldi dell’Unione Sovietica e in generale è un’icona delle forze speciali russe. Il trasferimento a Donetsk è stato curato dal colonnello Sergei Polyakov, il vicepresidente del Gruppo Alfa della Russia. Il sacerdote Iliy, Vvedenskiy Optina, schiarchimandrite Iliy (Nozdrin), è il confessore del Patriarca di Mosca Kirill. Questa azione era sotto la guida del vescovo Sergey Bocharov, il tesoriere della diocesi di Donetsk e sopra menzionato Andrey Manych. 

Manych ha tentato di chiedere al Patriarca Kirill il diritto di COU – MP di essere inclusa nella distribuzione dei flussi di denaro dalla Federazione Russa (in altre parole, includere la giurisdizione nativa tra i beneficiari nel finanziamento del terrorismo). Teneva anche preghiere e consacrazioni di edifici delle strutture di occupazione (“corte suprema” e “Procura generale” della “DNR”). A Makeyevka, Manych ha organizzato una cappella nell’unità militare della 5ª brigata motorizzata separata “Oplot” (5 OMBR) e ne è  diventato il confessore: “Al padre Andrey (Manych Andrey Alexandrovich, il priore della Chiesa dei Santi Nuovi Martiri della diocesi di Donetsk della COU del Patriarcato di Mosca), il comando del 5 ° OMZBR dI DNR ” ha chiesto di diventare il loro confessore e organizzare sul territorio della loro unità militare a Makeevka una cappella. Il priore Andrey ha accettato in linea di principio e ha ricevuto la benedizione del metropolita Ilarion di Donetsk e di Mariupol “. 

A Makeyevka ha militato nel battaglione “Machete” Padre Andrey. “Poiché appartengo all’ordine monastico e siamo autorizzati a prendere le armi nei casi speciali, ho ricevuto la benedizione di un confessore e sono venuto qui per fare il semplice soldato.Sono arrivato a Novorossia, ho fatto la domanda all’ufficio di arruolamento militare di Lugansk e sono stato destinato al 3 ° battaglione della 7a brigata, dal Machete. Il comandante di battaglione e l’allora vice comandante del personale non mi hanno permesso di essere un fuciliere, mi hanno ordinato di servire il battaglione lungo la linea della Chiesa, per portare obbedienza spirituale“. Afferma di lavorare in coppia con un sacerdote locale di Gorlovka.

Un altro gruppo terroristico, la brigata “Vostok”, è spiritualmente nutrita da Boris Hlipitko, che prima della guerra serviva nella chiesa degli apostoli Pietro e Paolo, a Mospino vicino a Donetsk. Di mestiere il padre è un tecnico minerario. In rete sono presenti un numero enorme di suoi discorsi e interviste. La sua partecipazione dalla parte dei militanti il sacerdote la motiva con il fatto che “questa è una guerra contro Dio, Satana è ansioso del potere“.

Il figlio di Hlipitko, Roman, ha servito nella stessa chiesa, ma non ha potuto sopportare la dura vita quotidiana della “DNR” sotto il fuoco ed è partito per la Russia. Ha agito ragionevolmente: “Mio padre mi ha chiesto di andare con lui. Sono rimasto con i ragazzi nelle trincee, ma ho capito che non era per me Ho moglie e figli. Chi li farà crescere al posto mio? Era necessario portare via i ragazzi dalla guerra. Il mio figlio maggiore, Kolya, ora ha 17 anni. Ha superato con successo l’esame e si è iscritto alla facoltà di legge. Quale sarebbe stato il suo destino, se fossimo rimasti? Avrebbe anche preso le armi, come gli altri ragazzi è nella sua natura. E non voglio un tale destino per lui.”

Alessandro, il sagrestano della chiesa di San Costantino ed Elena, è andato a fare la guerra nella milizia nel villaggio di Yelenovka (rione di Volnovakhskiy, decanato di Dokuchaevskoe).

È molto interessante ascoltare la sua storia su come è in guerra con gli ucraini. Secondo lui i residenti locali sono dalla parte dei miliziani e pregano costantemente per loro.

Giuramento dei miliziani a Makeyevka, il 23 novembre 2014.

Assistenza umanitaria

Nessuno nella diocesi di Donetsk ha bisogno di aiuti umanitari dalla Russia. Tutto è governato dal vescovo di Novoazovskiy Varsonofiy, il priore della chiesa di Santo Agapita Pecerskogo a Donetsk, che non nasconde il suo sostegno ai terroristi.

“Eminenza Varsonofiy ha detto che molti combattenti della milizia ora vengono in chiesa – sia per il sacramento che per la confessione,  li benedice per la battaglia, Padre?” 

Li benedico per la protezione della loro patria. Considero questo un atto sacro “, risponde il prete.

Un tempo, Girkin stesso come capo dell’OD “Novorossia” indicava Varsonofiy come una persona di riferimento, impegnata nella raccolta di aiuti umanitari provenienti da organizzazioni estremiste russe: «… Sin dall’inizio, Eminenza ha dimostrato di essere un uomo di onestà cristallina. In generale, questo non è sorprendente per un ministro della Chiesa ortodossa russa, tuttavia, il signore anche in questo contesto generale è diverso … Chiedo a tutti di dargli la massima assistenza, vi chiedo di inviare la merce PROPRIO all’eminenza, che lui stesso a sua discrezione può distribuire a chi ne ha bisogno. È NECESSARIO ORA.”

In Amvrosievka, le forze armate della DNR insieme con il Fondo di assistenza “Nessun passo indietro” e l’Associazione di Yaroslavl “Eroi di Russia” hanno portato le campane alla chiesa locale di Sant’Ambrogio di Mediolanskiy (priore Eugenio Podgorniy) come parte del programma umanitario.

La richiesta ai russi per l’aiuto, dimostrata sul canale televisivo “Tsargrad“, è stata giustificata in questo modo: “Quando Evgeniy Podgorniy, il priore della chiesa di Sant’Ambrogio cercava di entrare dal territorio dell’Ucraina con le campane ha ricevuto un rifiuto. Si è scoperto che non era l’unico caso: i documenti per l’entrata sono stati negati anche ad altri sacerdoti del Patriarcato di Mosca. I motivi non sono stati spiegati”. Il padre non ha avuto altra scelta che chiedere nuove campane del valore di 3 milioni di rubli in Russia. Il capo del fondo «Ni shagu nazad» Svetlana Ahromeieva, che Podgorniy ringrazia in video, ha dichiarato di essere stata ispirata per le attività di volontariato nel Donbass dagli eventi di Odessa del 2 maggio 2014 e dalle successive azioni militari in Slavyansk. “Ho lasciato tutto ciò che avevo fatto prima e ho capito che bisogna fare qualcosa. È un contributo microscopico, ma è il mio contributo alla vittoria! È così simbolico che anche queste famigerate campane sono anche il contributo del paese aggressore nella vittoria sull’Ucraina.”