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Appello sul web ai lupi solitari, ‘colpite l’America’

La Statua della Libertà e la skyline di New York (foto simbolica d'archivio) KEYSTONE/AP/KATHY WILLENS sda-ats

(Keystone-ATS) Nuove minacce targate Isis scuotono l’America nei giorni delle festività di fine anno.

A creare allarme un appello lanciato sul web da un uomo che si dichiara combattente dello stato islamico e che invita tutti i musulmani che vivono negli Stati Uniti e i potenziali ‘lupi solitari’ ad agire approfittando della facilità di acquistare legalmente armi.

“Approfittate del fatto di poter ottenere facilmente pistole e fucili in America e colpite”, afferma l’uomo identificato come ‘Abu Salih al-Amriki’, probabilmente un cittadino americano per via – spiegano gli esperti – dell’accento newyorkese. Il video è stato diffuso da Site Intelligence Group, il sito specializzato che monitora l’attività jihadista sulla rete e nel mondo dei social media.

Nelle immagini Abu Salih indossa una tunica e un copricapo della tradizione musulmana e attacca direttamente il presidente Donald Trump, descrivendolo un “cane di Roma” e accusandolo di rendere l’America più vulnerabile con la sua “guerra contro l’Islam”. Un riferimento molto probabilmente sia alla stretta sugli ingressi dei cittadini di alcuni paesi musulmani sia alla decisione di riconoscere Gerusalemme capitale di Israele.

Al momento nessun commento è arrivato dall’Fbi. Mentre in tutte le metropoli Usa, New York in prima linea, le misure di sicurezza in questi giorni cruciali sono già sono ai massimi livelli. Il Dipartimento per la sicurezza nazionale, dal canto suo, afferma di essere consapevole delle numerose minacce terroristiche lanciate ogni giorno sul web. Minacce contro cui l’amministrazione combatte senza sosta nel tentativo di contrastare la propaganda dei gruppi estremisti.

Gli esperti intanto da tempo lanciano l’allarme sul fatto che negli Stati Uniti comprare legalmente armi sul mercato sia molto più semplice che in altri Paesi, e questo anche per i terroristi. Nel mirino anche la mancanza, spesso, dei cosiddetti ‘background check’, quei controlli preventivi su chi vuole acquistare armi da fuoco per cui si è battuta invano l’amministrazione Obama. È questa dunque una delle più grandi preoccupazioni delle forze dell’antiterrorismo Usa.

Proprio la scorsa settimana il direttore dell’antiterrorismo, Nicholas Rasmussen, ha affermato come leggi sulle armi da fuoco troppo permissive siano un incentivo per chi vuole compiere attacchi terroristici o stragi di altra matrice.

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