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Festa del Sacro Cuore. Papa: ci ricorda che Dio ci ha amato per primo

Tweet del Papa per l'odierna Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, una Festa, scrive Francesco, che" ci ricorda che Dio ci ha amato per primo. Lui ci aspetta sempre per accoglierci nel suo Cuore". Ritorniamo alle origini di questa Solennità e ne ripercorriamo la storia sin dal XVII secolo

Debora Donnini-Città del Vaticano
(Ultimo aggiornamento 8.06.2018- ore 9.05)

E’ il 27 dicembre del 1673, Festa di San Giovanni evangelista. Gesù appare a Margherita Maria Alacoque e alla giovane suora francese di soli 26 anni affida una missione decisiva: diffondere nel mondo l’amore di Gesù per gli uomini, specialmente per i peccatori. La suora visitandina doveva in un certo senso prendere il posto di San Giovanni durante l’Ultima Cena, cioè posare il capo sul Cuore di Gesù.

Gesù affida una missione a Santa Margherita Maria Alacoque

Le apparizioni  nel convento di Paray-le-Monial, in Borgogna, continuano per 17 anni. Quattro le principali. Il Cuore di Gesù si manifesta su un trono di fiamme circondato da una corona di spine a simboleggiare le ferite inferte dai peccati degli uomini. Gesù le parla della sua sofferenza per le irriverenze dei fedeli: “ciò che mi è ancor più sensibile - le dice - è che sono i cuori a me consacrati che fanno questo”. Chiede, allora, a Margherita di supplire facendo la Comunione ogni primo venerdì del mese e che il venerdì dopo il Corpus Domini - quindi otto giorni dopo - fosse dedicato alla Festa del Sacro Cuore di Gesù. Una missione non certo facile per Margherita, che trova incomprensioni nelle consorelle e nei superiori. Viene anche considerata una visionaria. Ma lei si unisce all’amore di Gesù per gli uomini e non si scoraggia. Gesù stesso, poi, le indica il gesuita San Claudio de la Colombiere come esecutore della diffusione di questa devozione. Muore a soli 43 anni, dopo aver offerto la sua vita perché il mondo conoscesse l’amore di Cristo. Pare che chiese perfino, senza però ottenerlo, che il Re Luigi XIV consacrasse la Francia al Cuore di Gesù.

La mistica medioevale tedesca e San Giovanni Eudes

Questa l’origine della Festa Sacro Cuore e della pratica dei Primi Nove Venerdì del mese, legata ad alcune grazie promesse da Gesù con la confessione e la comunione il primo venerdì di 9 mesi consecutivi. Per comprendere appieno le radici della Solennità, bisogna però fare un passo indietro. La devozione al Sacro Cuore in realtà si ritrova già nella mistica tedesca del tardo Medioevo con Matilde di Magdeburgo, Matilde di Hackeborn, Gertrude di Helfta e Enrico Suso. Poi San Giovanni Eudes, vissuto anche lui nel XVII secolo, fu un vero e proprio apostolo della devozione al Cuore di Gesù e di Maria.

Il dibattito del XVIII secolo e la grande diffusione nel XIX secolo

La Festa del Sacro Cuore nasce, quindi, alle porte dell’Illuminismo. Non solo. Nel 1700 si accese un forte dibattito teologico: nel 1765 la Congregazione dei Riti affermava che proprio il cuore di carne era simbolo dell’amore. I giansenisti lo presero come un atto di idolatria perché ritenevano plausibile un culto al cuore di Gesù inteso solo in senso metaforico non di carne. Con la bolla Auctorem fidei Papa Pio VI confermava la linea della Congregazione, sottolineando che si adorava il cuore insperabilmente unito con la Persona del Verbo. Fu solo con Pio IX, nel 1856, che la Festa del Sacro Cuore venne estesa a tutta la Chiesa. E’, dunque, nel XIX secolo che il culto al Sacro Cuore si diffonde a macchia d’olio. Fioriscono consacrazioni al Cuore di Gesù. Sorgono congregazioni maschili e femminili, università, oratori e cappelle di cui la forse la più nota è il Sacro Cuore di Montmartre a Parigi, dedicate proprio al Cuore di Gesù. La devozione per il Sacro Cuore ha, dunque, due aspetti fondamentali. Si onora, infatti, sia l’organo umano in quando unito con la divinità di Cristo, sia l’amore di Gesù per gli uomini di cui il cuore è simbolo.

Papa Francesco e il Sacro Cuore di Gesù

Legato alla figura del Sacro Cuore è sicuramente Papa Francesco che, negli anni, ne ha ricordata l’importanza legandola a volte, in modo speciale, alla missione dei sacerdoti. Proprio l’altro ieri, all’udienza generale, ha ricordato la Solennità e chiesto di pregare per tutto il mese di giugno il cuore di Gesù e sostenere con vicinanza proprio i sacerdoti “affinché – ha detto – siano immagine di quel Cuore pieno di amore misericordioso”. (Udienza generale 6 giugno 2018)

I sacerdoti e la pecora smarrita

La chiusura del Giubileo dei sacerdoti, nel 2016, cadde proprio nella Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù. Nell’omelia della Messa, Papa Francesco gli chiese di orientare il loro cuore, come il Buon Pastore, verso la pecorella smarrita, verso chi è più distante, con l’epicentro del loro cuore fuori da loro stessi (Omelia per la chiusura del Giubileo dei sacerdoti 3 giugno 2016). Nella prima delle Meditazioni sulla misericordia per il Giubileo dei sacerdoti raccomandò a vescovi e preti di rileggere l’enciclica di Pio XII sul Sacro Cuore: la Haurietis acquas del 1956.  “Il cuore di Cristo è il centro della misericordia”, disse Papa Francesco che ha dedicato l’ Anno Santo proprio alla Misericordia.  “Questo è proprio della misericordia, che si sporca le mani, tocca, si mette in gioco, vuole coinvolgersi con l’altro”, “si impegna con una persona, con la sua ferita”. (Prima Meditazione tenuta da Papa Francesco per il Giubileo dei sacerdoti 2 giugno 2016)

Il Cuore di Gesù non è un’immaginetta ma il cuore della fede

L’anno scorso, nella Solennità, il Papa si era soffermato sul mistero del Cuore di Cristo nell’omelia della Messa a Casa Santa Marta, spiegando che non è - come “qualcuno dice”  - una “immaginetta” per i devoti: il cuore trafitto di Cristo è “il cuore della rivelazione, il cuore della nostra fede perché Lui si è fatto piccolo, ha scelto questa via”. Quella di umiliare se stesso e annientarsi “fino alla morte” sulla Croce. (Omelia della Messa a Casa Santa Marta 23 giugno 2017). Gesù, infatti, sceglie i piccoli, con un cuore che ama ed è fedele.

Farsi piccoli

Anche nel 2014 nell’omelia a Santa Marta nel giorno di questa ricorrenza, Francesco aveva sottolineato che la Solennità del Sacro Cuore è la festa dell’amore di Dio per noi e in noi. Per esprimersi, questo mistero ha bisogno della nostra piccolezza, del nostro abbassarsi. (Omelia della Messa a Casa Santa Marta 27 giugno 2014).

Il Cuore di Gesù simbolo della Misericordia di Dio

Fin dall’inizio del suo Pontificato, all’Angelus dopo la ricorrenza del Sacro Cuore, ricordava che “la pietà popolare valorizza molto i simboli, e il cuore di Gesù è il simbolo per eccellenza della misericordia di Dio”, simbolo non immaginario ma reale perché – disse facendo riferimento a quello che sarà uno dei capisaldi del suo Pontificato – “il Signore ci guarda sempre con misericordia”: “se gli mostriamo le nostre ferite interiori, i nostri peccati, Egli sempre ci perdona”. (Angelus 9 giugno 2013).

Grande è stata, dunque, la devozione dei Pontefici per questa Festa che nei secoli continua a spingere all’amore il cuore dei cristiani.

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Il Sacro Cuore di Gesù

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Papa Francesco e il Sacro Cuore di Gesù
07 giugno 2018, 13:49