Imposimato: Casaleggio invita la gente sbagliata, per questo non sono andato a Ivrea. E Di Maio non è all’altezza

«Ai loro eventi chiamano la Trilateral. A discutere di giustizia scelgono Cantone e non me. Parlo perché vorrei salvare il Movimento»

«Incapaci». Ferdinando Imposimato, presidente onorario aggiunto di Cassazione, è stato il candidato del Movimento cinque stelle al Quirinale. La nostra conversazione avviene domenica pomeriggio, prima di conoscere i risultati del voto (ieri ci siamo solo brevemente risentiti), dunque le sue considerazioni non sono affatto influenzate dal flop M5S, né tanto meno opportunistiche. Il magistrato, che fu il più votato nelle leggendarie elezioni online sui server della Casaleggio, è un uomo che davvero piace tanto, storicamente, alla base originaria del Movimento: come furono Rodotà, Strada, la Gabanelli. La novità è che mai come in queste ore Imposimato sta usando parole dure sulle scelte del Movimento. Ha criticato le decisioni sullo stadio della Roma. Ha criticato l’accordo (poi fallito) voluto da Davide Casaleggio e Di Maio sulla legge elettorale. Non ne ama giravolte e opportunismi lobbistici.

Cosa sta succedendo, Imposimato? Il Movimento ha ormai tradito se stesso?

«Ho scritto un post su Facebook per difendere una ottima cinque stelle, Cristina Grancio, vicepresidente della commissione urbanistica, che si rifiuta di votare al buio la pubblica utilità dello stadio, sollevando obiezioni serissime alla Raggi. La situazione è ingarbugliata. In un atto di significazione notificato al sindaco (ex art 9 D Lgs 241/1990) sono stati avanzati seri dubbi sulla stabilità economica finanziaria della Eurnova spa di Parnasi. L’impresa potrebbe essere coinvolta in una procedura fallimentare. Questo, domando alla Raggi, cosa significherebbe, per i cittadini romani? In più sarebbero a carico dei cittadini, cioè anche mio, 45 milioni di spese, che inizialmente incombevano su chi doveva realizzare lo stadio. È questo, il Movimento dei cittadini?».

La Raggi le ha mai dato ascolto?

«Non ho rapporti con la Raggi».

E con Grillo e Davide Casaleggio? Cosa succede tra voi?

«Grillo lasciamo perdere, non parlo con Grillo. Ho un buon rapporto con Davide Casaleggio, ma ultimamente le sue scelte mi lasciano perplesso».

È vero che era stato invitato alla convention della Casaleggio a Ivrea e ha deciso di non andare?

«Come l’ha saputo? Ero stato invitato ma, pensi lei, a sentire, non a parlare. Le pare normale? Io, che sono stato il candidato al Quirinale del Movimento? Io, che sono un simbolo per loro, il giudice coraggio per i ragazzi grillini? E invece a parlare c’erano personaggi come De Masi. Perché, ho pensato, devo andare ad ascoltare uno che ha fatto campagna per il sì al referendum? E poi avevano chiamato gente della Trilateral, si rende conto? La grande sostenitrice del governo Renzi. Hanno poi fatto un incontro sulla giustizia, chiamando Cantone, e non me...».

Come se lo spiega?

«Certamente il M5S vive di contrasti interni. Io sono contro le correnti, ma sono anche per il dissenso motivato. E se non sono d’accordo, lo dico. Scrivo e parlo per quella parte di Movimento che vuole salvare il Movimento».

Qualcuno lo sta affossando deliberatamente?

«È più una questione di incapacità. Per me è stata una delusione Luigi Di Maio. L’ho sostenuto, ma non credo sia all'altezza della situazione. Se tu ti metti a fare una legge elettorale così sballata, fatta di nominati, con un accordo opaco con Renzi e Berlusconi, vuol dire che non sei capace».