Quanti meteoriti cadono sulla Terra? “Oggetti di 10 metri ci colpiscono ogni 6-10 anni”

Ecco quanti meteoriti colpiscono la Terra ogni anno e quali sono i rischi che corre il nostro pianeta
MeteoWeb

Ogni anno milioni di frammenti rocciosi provenienti dallo Spazio esterno bruciano nell’atmosfera terrestre, molti dei quali si illuminano brevemente e appaiono nel cielo come “stelle cadenti”. Quanti sopravvivono ai loro tuffi ad alta velocità per poi colpire il suolo?

Le rocce spaziali che atterrano sul nostro pianeta sono conosciute come meteoriti. Impatti giganti, come quello che probabilmente ha determinato l’estinzione dei dinosauri circa 66 milioni di anni fa (un asteroide o una cometa di circa 10 km di diametro), sono straordinariamente rari. Invece, la maggior parte dei “sassi cosmici” e che cadono sulla Terra sono molto piccoli e relativamente pochi sopravvivono all’ingresso in atmosfera.

Gli scienziati stimano che meno di 10mila meteoriti finiscono per raggiungere terra o acqua: una goccia nel mare rispetto alla Luna, che non ha atmosfera e viene colpita da oggetti di dimensioni variabili, da 10 a 1.000 tonnellate di polveri di rocce spaziali al giorno, circa 33mila collisioni con sassi delle dimensioni di una pallina da pingpong all’anno, riporta Live Science.

Le rocce spaziali che poi possono diventare meteore o meteoriti, sono note come meteoroidi: piccoli asteroidi, i membri più piccoli del Sistema Solare. Questi variano in dimensioni da massi che misurano circa 1 metro di larghezza fino a micrometeoroidi delle dimensioni di granelli di polvere, secondo l’American Meteor Society(AMS).

I meteoroidi sono generalmente frammenti di asteroidi o comete, anche se alcuni potrebbero essere detriti provenienti da pianeti o lune. Ad esempio, ci sono più di 300 meteoriti conosciuti che originariamente erano pezzi di Marte, secondo la Meteoritical Society.

Quando i meteoroidi solcano l’atmosfera terrestre, bruciano per l’attrito dell’aria e producono strisce luminose nel cielo: a questo punto vengono chiamate meteore. Una meteora molto luminosa, che appare come una “palla di fuoco”, viene chiamata “bolide”. Migliaia di bolidi solcano i cieli della Terra ogni giorno, ma spesso ciò avviene alla luce del giorno o senza spettatori (oceani o aree disabitate).

La maggior parte delle meteore rilevate sulla Terra “provengono dagli sciami associati alla polvere rilasciata dalle comete,” ha spiegato Gonzalo Tancredi, astronomo uruguaiano a Live Science. Tuttavia, gli sciami non producono meteoriti, poiché i meteoroidi sono in genere troppo fragili per sopravvivere alla caduta al suolo.

Per stimare quanti meteoriti colpiscono la Terra ogni anno, Tancredi ha analizzato i dati della Meteoritical Society. Dal 2007 al 2018, ci sono state 95 segnalazioni di meteoriti caduti sulla Terra, con una media di circa 7,9 segnalazioni all’anno.

È impossibile sapere con certezza quanti meteoriti cadono nell’oceano e finiscono sul fondale inosservati. Tuttavia, il 29% della superficie del pianeta è coperto da terra. Le aree urbane, in cui vive circa il 55% delle persone, coprono circa lo 0,44% del territorio, ha osservato Tancredi.

L’esperto ha stimato che il numero totale di meteoriti caduti sulla terra sia circa uguale al numero di meteoriti segnalati nelle aree urbane diviso per la percentuale di terra coperta dall’espansione urbana incontrollata. In tutto, ha stimato che probabilmente “circa 6.100 meteoriti cadono ogni anno sull’intera Terra e circa 1.800 sulla terraferma“.

Tancredi ha osservato che si prevede che rocce spaziali larghe circa 10 metri entrino nell’atmosfera terrestre ogni 6 o 10 anni. Un “sasso spaziale” abbastanza grande da generare un’esplosione come quella dell’evento di Tunguska del 1908 in Russia si verifica circa ogni 500 anni, ha aggiunto. Si stima che un forte impatto cosmico derivante da una roccia larga circa 1 km avvenga ogni 300mila-500mila anni, mentre una collisione come quella che ha posto fine al periodo Cretaceo e ha ucciso i dinosauri potrebbe avere luogo una volta ogni 100 milioni-200 milioni di anni, ha concluso l’esperto.

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